Malattie Infettive e Tropicali: Benedetto Maurizio Celesia nuovo Direttore all’ospedale di Modica

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Nuovo importante incarico per la sanità iblea. L’ASP di Ragusa ha conferito al dottor Benedetto Maurizio Celesia l’incarico quinquennale di direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive e Tropicali del presidio ospedaliero di Modica, al termine della selezione pubblica per titoli e colloquio.

La nomina porta alla guida della struttura modicana un professionista con una lunga esperienza maturata nel campo delle patologie infettive, della ricerca scientifica e della gestione dei pazienti complessi, con un percorso sviluppato tra attività clinica, università e collaborazione con reti sanitarie nazionali e internazionali.

Un percorso costruito tra università, ricerca e assistenza ai pazienti

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Catania, specializzato in Malattie infettive e tropicali e dottore di ricerca in Patologie da infezioni e immunodeficienze, Celesia ha svolto per anni la propria attività come dirigente medico presso l’Istituto di Malattie infettive dell’Università di Catania, all’interno dell’ARNAS “Garibaldi”.

Per sei anni ha inoltre ricoperto il ruolo di docente a contratto nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di professionisti sanitari.

La sua esperienza si è concentrata soprattutto sulle infezioni complesse, con particolare attenzione all’HIV, ai nuovi farmaci antiretrovirali e alla gestione dei pazienti con resistenze multiple ai trattamenti.

Un esperto di HIV, prevenzione e nuove strategie sanitarie

Nel corso della sua attività professionale Celesia ha seguito anche gli aspetti epidemiologici, clinici e terapeutici delle infezioni sessualmente trasmesse, dedicando particolare attenzione alla profilassi pre-esposizione all’HIV (PrEP) e alle strategie vaccinali in ambito ospedaliero.

Grazie al lavoro svolto nella struttura catanese, l’ambulatorio dedicato all’HIV è diventato il primo centro siciliano per volume di attività e numero di pazienti diagnosticati e seguiti, rappresentando un punto di riferimento anche per persone provenienti da altre regioni italiane e dall’estero.

Un patrimonio di competenze che ora viene messo a disposizione dell’ospedale di Modica con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la qualità dell’assistenza sul territorio.

Oltre 250 pubblicazioni e una carriera internazionale

Il nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive e Tropicali vanta una produzione scientifica di rilievo, con oltre 250 pubblicazioni internazionali e circa 250 contributi tra comunicazioni e abstract presentati in congressi nazionali e internazionali.

Ha partecipato a numerosi studi clinici, trial e ricerche multicentriche, collaborando con gruppi scientifici impegnati nello sviluppo delle terapie più innovative nel settore delle malattie infettive.

Parallelamente ha portato avanti un’importante attività formativa rivolta a studenti di Medicina e Infermieristica, medici specializzandi e giovani ricercatori.

Le nuove sfide per il reparto di Modica

Nel presentare il proprio programma di lavoro, Celesia ha indicato alcune priorità strategiche per il futuro della struttura.

Tra queste il rafforzamento dell’antimicrobial stewardship, con l’obiettivo di promuovere un uso corretto degli antibiotici e contrastare il fenomeno sempre più rilevante dell’antibiotico-resistenza.

Grande attenzione sarà rivolta anche all’integrazione tra ospedale e territorio attraverso il modello “One Health”, un approccio che considera la salute umana strettamente collegata a quella animale e ambientale.

«Assumo questo incarico con l’obiettivo di lavorare in piena sintonia con la Direzione strategica, con i professionisti dell’Unità operativa e con le strutture del presidio – ha dichiarato Celesia –. Sarà fondamentale costruire un percorso condiviso per rafforzare prevenzione, assistenza e ricerca».

Screening, vaccinazioni e collaborazione con il territorio

Tra gli obiettivi indicati dal nuovo direttore anche il potenziamento delle campagne di informazione e screening per favorire l’emersione delle infezioni ancora non diagnosticate e migliorare l’accesso alle vaccinazioni per le categorie più fragili, come pazienti oncologici e immunodepressi.

Un ruolo centrale sarà riservato anche alla medicina delle migrazioni, alla collaborazione con le associazioni dei pazienti e allo sviluppo di relazioni scientifiche con realtà nazionali e internazionali.

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