Parco degli Iblei, la sfida è trovare un equilibrio: confronto tra imprese, ambientalisti e istituzioni

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RAGUSA – Da una parte c’è chi teme che l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei possa tradursi in nuovi vincoli per le imprese, le attività agricole e persino per i piccoli interventi edilizi. Dall’altra ci sono le associazioni ambientaliste che vedono nel Parco un’opportunità storica per salvaguardare uno dei territori più preziosi della Sicilia. Nel mezzo, amministrazioni locali, categorie produttive e professionisti chiamati a trovare una posizione condivisa in tempi strettissimi.

Dopo la recente sentenza del Tar che ha imposto alle amministrazioni competenti di concludere entro 180 giorni il procedimento istitutivo del Parco, il dibattito è entrato nel vivo.

Proprio per evitare che le decisioni vengano percepite come “calate dall’alto”, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha avviato un percorso di concertazione coinvolgendo tutti gli attori del territorio. Dopo il primo incontro con i sindaci dei Comuni interessati e con la deputazione regionale, ieri la presidente Maria Rita Schembari ha convocato associazioni di categoria, ordini professionali, associazioni ambientaliste, comitati e altri portatori di interesse.

L’obiettivo è raccogliere osservazioni e proposte per arrivare a un documento unitario da trasmettere all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, accompagnato dalla richiesta di aprire un vero confronto istituzionale prima della definizione definitiva del Parco.

“Il confronto sta proseguendo con grande senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti – spiega la presidente Maria Rita Schembari –. Abbiamo concesso alcuni giorni alle associazioni affinché possano farci pervenire un documento sintetico con osservazioni e proposte. Vogliamo costruire una posizione quanto più condivisa possibile, che rappresenti realmente le esigenze del territorio”.

Il percorso non si fermerà alla provincia di Ragusa. Il 13 luglio è infatti previsto un analogo incontro nel territorio siracusano, mentre successivamente sarà coinvolta anche l’area catanese per arrivare a una proposta comune delle tre province interessate.

Le preoccupazioni del territorio

Negli ultimi mesi le perplessità espresse da imprenditori, agricoltori, allevatori e amministratori locali si sono concentrate soprattutto sul regime dei vincoli che potrebbe accompagnare l’istituzione del Parco. Il timore è che autorizzazioni, interventi edilizi, attività produttive e agricole possano essere sottoposti a procedure più complesse, con possibili ripercussioni sullo sviluppo economico dei territori.

Preoccupazioni che, pur con sensibilità diverse, sono emerse anche durante il confronto promosso dal Libero Consorzio.

Gli ambientalisti: “Un’occasione da non perdere”

Di segno opposto la posizione delle associazioni ambientaliste, che considerano il Parco nazionale degli Iblei uno strumento fondamentale per garantire una tutela efficace di un patrimonio naturalistico, paesaggistico e archeologico unico, ritenendo che la valorizzazione ambientale possa rappresentare anche un’opportunità di sviluppo sostenibile e di crescita turistica.

La protesta dei geologi

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, Paolo Mozzicato, che ha contestato la mancata convocazione dell’Ordine al tavolo istituzionale.

“L’esclusione dell’Ordine dei Geologi di Sicilia è una decisione grave e incomprensibile – afferma Mozzicato –. I geologi sono i professionisti che, per legge, possiedono competenze tecnico-scientifiche specifiche sulla tutela del territorio e avrebbero potuto offrire un contributo importante alla pianificazione del Parco”.

Secondo il presidente dell’Ordine, coinvolgere i geologi fin dalle fasi preliminari significa rafforzare la qualità delle decisioni e puntare sulla prevenzione dei rischi ambientali e idrogeologici.

L’intervento di Auteri

Sul tema è intervenuto anche il deputato regionale della Democrazia Cristiana Carlo Auteri, che ha scritto al Ministero dell’Ambiente, agli assessorati regionali competenti e all’Autorità di Bacino chiedendo approfondimenti tecnici prima del completamento dell’iter.

Per Auteri, infatti, la priorità dovrebbe essere quella di affrontare alcune criticità ambientali già esistenti, come i problemi legati alla depurazione dei reflui e al dissesto idrogeologico.

“Non si possono introdurre nuovi vincoli senza prima avere un quadro chiaro delle emergenze ambientali presenti sul territorio. La tutela dell’ambiente deve partire dalla risoluzione dei problemi già esistenti”, sostiene il parlamentare regionale.

I prossimi passi

Le associazioni avranno ora alcuni giorni di tempo per trasmettere le proprie osservazioni. Successivamente il Libero Consorzio lavorerà alla stesura di un documento condiviso da sottoporre alla Regione.

Il confronto è soltanto all’inizio, ma una cosa appare ormai certa: il futuro del Parco degli Iblei continuerà a dividere il territorio tra chi teme un eccesso di vincoli e chi, invece, vede nell’area protetta una scelta non più rinviabile per garantire la tutela di uno dei paesaggi più preziosi della Sicilia. La sfida sarà trovare un equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo economico, evitando contrapposizioni e costruendo un percorso realmente partecipato.

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