Il giornalista, il padre, l’amico: il ricordo di Giovanni Pluchino

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L’inizio è sempre la parte più difficile, soprattutto quando bisogna dire addio. È con queste parole, intime e profondamente toccanti, che Stefano Pluchino ha salutato il padre Giovanni, scomparso all’età di 91 anni. Un lungo messaggio che è insieme una dichiarazione d’amore e il ritratto di un uomo capace di lasciare un segno profondo non solo nella sua famiglia, ma anche nella comunità ragusana.

“È stato un viaggio fantastico la tua vita”, scrive il figlio, ricordando un padre “severo quando serviva e sorprendentemente moderno e liberale quando non ce lo aspettavamo”, un marito devoto, un nonno affettuoso e un professionista instancabile. Un uomo che gli ha insegnato “che le scorciatoie non esistono e che solo il lavoro duro paga”, trasmettendogli valori come il rispetto, il sacrificio, l’amicizia e l’importanza della famiglia. Parole che raccontano molto più di un rapporto padre-figlio: restituiscono l’immagine di una persona che ha fatto della discrezione, della generosità e dell’esempio il proprio stile di vita.

Con Giovanni Pluchino se ne va una delle firme storiche del giornalismo siciliano. Per decenni è stato il volto e la voce del quotidiano La Sicilia nella provincia di Ragusa, dove ha iniziato a collaborare nel 1955, diventando il decano dei giornalisti iblei. Cronaca, politica, sport, cultura e società: non c’è stato ambito della vita del territorio che non abbia raccontato con precisione, equilibrio e profonda conoscenza della realtà locale. Nel corso della sua carriera è stato anche capo ufficio stampa della Provincia regionale di Ragusa e fondatore e direttore della rivista La Provincia di Ragusa.

Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, ha ricordato il suo contributo alla città con un messaggio di cordoglio: “Giovanni Pluchino ha raccontato per decenni con acume e autorevolezza la cronaca, lo sport, la cultura e i mutamenti della società ragusana dalle pagine de La Sicilia. Esprimo il cordoglio dell’intera città per la perdita di un protagonista indiscusso del giornalismo locale e le condoglianze alla famiglia”.

Tra i ricordi più significativi c’è quello del giornalista e critico Carmelo Arezzo, che ripercorre una stagione irripetibile del giornalismo locale attraverso la figura di Pluchino. “Giovanni Pluchino è stato La Sicilia“, scrive, evocando gli anni degli articoli battuti a macchina e spediti a Catania con gli autisti degli autobus, quando fare informazione richiedeva passione, sacrificio e presenza sul territorio.

Per Arezzo, Pluchino è stato molto più di un cronista: è stato la celebre rubrica estiva Controluce, capace di trasformare il costume in cronaca intelligente; è stato il presidente della sezione provinciale della Stampa, impegnato a coltivare relazioni tra colleghi; è stato l’autore degli scoop che hanno portato Ragusa sulle pagine nazionali e nei servizi Rai; è stato il giornalista che ha raccontato e sostenuto lo sport locale, dai campi di periferia ai grandi successi cittadini; è stato il direttore della rivista La Provincia di Ragusa, con cui ha valorizzato le eccellenze del territorio.

“Giovanni Pluchino è riuscito a raccontarci mettendo dentro ai suoi pezzi la nostra anima, la nostra identità”, scrive ancora Arezzo, sottolineando come abbia svolto il suo lavoro “con signorilità e garbo, con disponibilità e competenza, con lucidità e convinta partecipazione”. Un patrimonio di articoli e testimonianze che, conclude, “aiuterà tutti a costruire la nostra storia recente tra il vecchio e il nuovo millennio. Gli dobbiamo molta gratitudine”.

La scomparsa di Giovanni Pluchino rappresenta la perdita di un punto di riferimento per il giornalismo ibleo, di un cronista che ha sempre concepito l’informazione come servizio alla comunità, preferendo il lavoro sul campo ai riflettori e costruendo, giorno dopo giorno, la memoria collettiva della provincia di Ragusa.

L’ultimo saluto al decano dei giornalisti ragusani sarà tributato lunedì 6 luglio. Il corteo funebre partirà alle 9.30 dall’abitazione di via Alcide De Gasperi 21 per raggiungere la chiesa parrocchiale di San Pio X, dove saranno celebrati i funerali. La famiglia ha inoltre reso noto che le offerte raccolte saranno devolute in beneficenza e ha chiesto di dispensare dalle visite.

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