Pozzallo e il nodo memoria storica: contestata l’onorificenza a Pennavaria

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Dagli archivi comunali di Pozzallo emerge un documento risalente al 1926, in pieno periodo dei podestà, che attesta la concessione di un’onorificenza a Filippo Pennavaria, figura storicamente legata al regime fascista e al contesto politico degli anni Venti.

La notizia ha riacceso il dibattito pubblico e storico sulla memoria del territorio, riportando l’attenzione su una fase particolarmente complessa della storia locale, segnata – secondo le ricostruzioni storiche e le posizioni delle associazioni antifasciste – da violenze politiche, tensioni sociali e scontri tra movimenti contrapposti negli anni successivi alla Prima guerra mondiale.

Il contesto storico e le vicende richiamate dagli archivi

Secondo quanto riportato nelle carte d’archivio e nelle ricostruzioni storiche, il periodo è quello in cui il fascismo si affermava anche nel territorio ibleo, con una forte contrapposizione politica e sociale.

Nel dibattito odierno vengono richiamati anche episodi di violenza e tensione dell’epoca, avvenuti tra Ragusa, Modica e altre aree della provincia, inseriti nel più ampio contesto della conflittualità politica del tempo. Si tratta di eventi che, secondo diverse letture storiche, hanno segnato profondamente la memoria collettiva locale.

La posizione dell’ANPPIA: “Onorificenza da revocare”

A intervenire sulla vicenda è l’ANPPIA, che chiede alle istituzioni competenti di procedere alla revoca immediata dell’onorificenza concessa nel 1926.

Secondo l’associazione, il riconoscimento attribuito a un esponente del regime fascista sarebbe incompatibile con i valori della Repubblica e con il percorso democratico successivo alla fine del ventennio.

L’ANPPIA sottolinea come la presenza di figure legate al fascismo tra i destinatari di onorificenze pubbliche rappresenti una questione ancora aperta sul piano della memoria storica e civile.

“Una scelta da rivedere alla luce dei valori democratici”

Nel documento diffuso dall’associazione viene ribadito che la comunità odierna di Pozzallo, fondata sui principi democratici e costituzionali, dovrebbe interrogarsi sulla permanenza di tali riconoscimenti negli archivi ufficiali e nella memoria istituzionale.

La richiesta si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sulla revisione delle intitolazioni e delle onorificenze legate al periodo fascista, tema già affrontato in diversi comuni italiani negli ultimi anni.

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