LA GIORNATA DEI GIOVANI IN RICORDO DI DARIO CAMPO

Devono aver   imparato  molto  i giovani studenti , che hanno partecipato alla   V°  Giornata dei Giovani, ieri 26 febbraio ,  dalle magistrali  “lezioni”  svolte dai due relatori, la  dott.ssa Marina  Sgarlata, comandate della polizia urbana di Scicli ed  il prof Giorgio Flaccavento   da Ragusa, preside emerito   e storico dell’arte.

Era in programma  l’incontro con i Giovani  con  le loro famiglie, per  parlare  , nel ricordo del Giovane Dario scomparso in giovane età per incidente di moto, della loro  sicurezza e delle   loro aspettative.

 Ad accogliere i due relatori nell’aula Magna del liceo classico  dell’Istituto   Q. Cataudella  si erano raccolti   oltre 150 studenti ,  tanti quanti  essa ne può contenere.  Ma vi erano anche   diversi   docenti ,   rappresentanti della Associazioni delle famiglie degli studenti ,  amici e parenti del Giovane Dario  e tante altre persone evidentemente interessate.

I temi  proposti   per questa  occasione  riguardavano   appunto quello della sicurezza  sulle strade, con il titolo” costruiamo insieme un patto per la sicurezza” e  quello delle prospettive future  per i Giovani nel campo del lavoro e della professione:    “La vita oltre il banco”.

Il primo  argomento è stato svolto, in  modo pregevole    dal Comandante della polizia urbana  di Scicli, che come si è capito subito  ha in  materia una grande competenza e chiarezza di idee.  Ha  dato ai Giovani una serie di consigli e di modi di comportamenti utili ad evitare dei rischi, suggerendo a ciascuno di scrivere e tenere a mente un vero e proprio decalogo  da rispettare sempre.

Si è poi  soffermata sulle nuove direttive  della U.E.   studiate  ed emanate  proprio come argine al proliferare degli incidenti stradali.  Si  concreta ne c.d. “ Piano del traffico, che tutti i Comuni dovranno adottare entro tempi brevi ed   è importantissimo se non proprio decisivo per  ridurre  sostanzialmente il rischio di incidenti.

Ha  detto che il Comune di Scicli non ha ancora provveduto.  Ma   ha detto anche che  sarebbe auspicabile   che il “piano”  fosse  studiato  partendo dal “ basso “  cioè dai  bisogni  reali,  evitando modelli generici che alla fine risultano inutili.   Ed   in questo senso    ha stimolato  le scuole e gli studenti  ad impegnarsi  perché da essi potrebbero  venire   contributi di rilievo.

L’altro tema, quello delle  prospettive future dei giovani ,  Individuato con il titolo “La vita oltre il banco”,  svolto  dal prof.  Flaccavento,  si è nutrito di una  narrazione  fatta di   simpatia,   interessanti  riferimenti culturali,  esperienze di vita,   tanto da  suscitare di volta in volta,  sorpresa , interrogativi,  consensi  e qualche  spontaneo e convinto applauso.

Il  punto  di partenza  è stato quello del rapporto tra professori ed alunni e della efficacia  ai fini della formazione di una scuola che perde il senso del rapporto con gli alunni e le questioni della vita.

Il Professore, nel suo dialogare con i ragazzi presenti,  ha  citato diversi autori ed in particolare  Daniel Pennac,  “grande scrittore e maestro di scuola e di vita”  e spaziando qua e là con  riflessioni  sulle  questione giovanile,  per oltre 40 minuti,    ha  saputo  intervallare  a tratti il suo  discorso, profondo e  originale insieme,   con  il racconto di episodi reali e aneddoti divertenti.

Ha concluso dicendo   che  c’è un aspetto essenziale  al di sopra di tutto:   l’educazione al   bene ed al bello; cosa che si acquista  attraverso  un percorso culturale vero , quello   cioè che sa mettere insieme lo studio con le esperienza della vita.

E che   in cima a tutto vi sono  VALORI,  rispetto ai quali   tutto il resto non può essere che uno strumento per la loro realizzazione.   E così  avviene  anche   per  la SCUOLA ,   che va considerata, perciò  come uno strumento, certo molto elevato, per la formazione dell’Uomo e del  Cittadino.

Ha coordinato i lavori la Prof.ssa   Cettina   Padua,   al posto del  dirigente scolastico,  assente per improrogabili impegni.

Nell’introduzione, nel  ricordare Dario,  ha  messo  in  evidenza i cinque e più anni di collaborazione che la scuola ha offerto per la realizzazione della “Giornata dei Giovani”,  riconoscendone il valore formativo.

Per il Comune di Scicli era presente il neo Assessore alla Istruzione dott. ssa   Valeria Timperanza,  che  ha  dedicato a    Dario   parole delicate ed emozionanti, ricordando di aver vissuto insieme a Lui parte dell’infanzia,  e di  averlo avuto spesso come  compagno , sempre disponibile ed  allegro, di giochi e di avventure.

Anche il Sindaco, dr Franco Susino, intervenuto successivamente,  non ostante i vati impegni spesso non rinviabili, ha voluto dare il suo saluto  ed ha rivolto all’indirizzo dei Giovani  sagge parole di  augurio e di speranza.

La giornata dei Giovani è continuata  nel pomeriggio, nel corso del quale gli studenti questa volta veri protagonisti,  hanno dato vita ad uno spettacolo, che preparato nei minimi particolari, ha avuto un ottimo successo non solo di pubblico anche di riuscita tecnica ed artistica.

Lo hanno intitolato   “Terra nostra”   e sin dall’inizio, con la proiezione di un video suggestivo su Scicli, si è capito  che  voleva essere un omaggio alla Città  ed i suoi abitanti.

Attorno al tema di “terra nostra” si sono alternate l’Accademia della musica  con le sue giovanissime promesse  e le eccellenze   della Danza Sciclitana:  L’Atelier della danza, Olimpo Latino, Akdemy,  Voci nel deserto.

E poi anche i gruppi giovanili del   Q.  Cataudella, che si sono cimentati nella  recita di ottimi pezzi dedicati al tema ed in siciliano.  Ed ancora  Anna Trovato, straordinaria interprete della canzone popolare siciliana.

Da menzionare  la partecipazione amichevole di Renato  Fidone , che   non ha voluto mancare neanche questa volta e che con Peppe Stimolo ha dato vita da par suo  ad   un  breve  atto unico   da lui stesso scritto, divertentissimo  ed attuale.

La presentazione  fatta con gusto e molta verve è stata di Carmelo Magro ed il giovane Marco Inì.

Tutti  bravissimi,  alcuni per di più,  vincitori di premi di rilievo nazionale,  hanno dato un’altra prova concreta  di  possedere una formazione di alto profilo, e soprattutto di   avere la  capacità di esprimere  sentimenti   di solidarietà  e di partecipazione, fuori dal comune.

La famiglia Campo, evidentemente emozionata per la simpatia da cui era circondata, ha ringraziato tutti con un abbraccio spontaneo, dando appuntamento a dicembre per la consegna della Borsa di studio intitolata al loro Caro.

Una giornata molto ben riuscita;   speciale   per le motivazioni  e gli stimoli che ha saputo veicolare.

Una giornata basata  sul “RICORDO”,   ma anche  manifestazione di   impegno sociale a favore dei giovani e dei loro bisogni.

 

 

 

 

 

 

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