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Esplode il caso SRR ATO 7 Ragusa: esposto in Procura su presunte anticipazioni di stipendio non autorizzate a tre dipendenti
29 Giu 2026 21:30
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È stata la stessa SRR ATO 7 Ragusa a rivolgersi alla Procura della Repubblica dopo avere riscontrato alcune anomalie amministrative relative a presunte anticipazioni di stipendio non autorizzate a favore di tre dipendenti della società.
La vicenda è stata resa nota attraverso un comunicato diffuso dal Consiglio di amministrazione, presieduto dal sindaco di Modica, Maria Monisteri Caschetto, nel quale viene spiegato che tutto è nato nel corso di controlli amministrativi interni. Gli accertamenti, affidati al dirigente della struttura, avrebbero fatto emergere elementi ritenuti sufficienti per presentare un esposto-querela all’autorità giudiziaria nei confronti dei tre lavoratori coinvolti. Contestualmente sono state adottate le misure cautelari previste dai regolamenti interni. I tre lavoratori sarebbero stati sospesi.
Secondo quanto riferisce la società, le presunte irregolarità riguarderebbero anticipazioni sulle retribuzioni che sarebbero state effettuate senza la necessaria autorizzazione. Sarà adesso la Procura della Repubblica di Ragusa a verificare l’eventuale rilevanza penale dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità. Al momento si tratta di un esposto e non vi sono persone rinviate a giudizio né condanne.
Nel comunicato, il Consiglio di amministrazione sottolinea di avere agito nel pieno rispetto delle procedure previste, evidenziando come i sistemi di controllo interni sarebbero stati aggirati «con destrezza e in concorso», considerati anche i ruoli ricoperti dai dipendenti interessati.
La SRR ATO 7 ribadisce inoltre la piena collaborazione con la magistratura e precisa che l’inchiesta non avrà ripercussioni sulla continuità dei servizi pubblici gestiti dalla società, impegnata nel coordinamento del ciclo integrato dei rifiuti nell’ambito provinciale.
La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato per la società, già al centro del dibattito pubblico negli ultimi mesi per questioni legate alla governance e alla gestione dell’ente. Proprio per questo il CdA ha voluto sottolineare la volontà di fare piena luce sulla vicenda, tutelando al tempo stesso l’immagine della società e dei dipendenti che svolgono correttamente il proprio lavoro.
Sarà ora l’attività investigativa della Procura a chiarire la natura delle presunte irregolarità, verificando se vi siano state effettivamente condotte illecite e l’eventuale entità delle somme interessate.

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