Registro Tumori di Ragusa: ecco i nuovi dati su incidenza, mortalità e sopravvivenza

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Un quadro dettagliato sull’andamento delle patologie oncologiche nel territorio ibleo, utile per comprendere il presente e programmare il futuro della sanità provinciale. È stata presentata questa mattina, nella Sala “Russo-Armenia” di Piazza Igea, sede della Direzione generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, la nuova monografia del Registro Tumori di Ragusa, documento che raccoglie e analizza i principali dati epidemiologici relativi all’incidenza, alla mortalità e alla sopravvivenza dei pazienti oncologici.

L’iniziativa si è svolta alla presenza delle autorità civili, militari e sanitarie del territorio, tra cui il Prefetto di Ragusa, Tania Giallongo, il Direttore generale dell’ASP Giuseppe Drago, il Direttore sanitario Sara Lanza, il Direttore amministrativo Massimo Cicero e il Direttore del Registro Tumori Giuseppe Cascone.

Il Registro Tumori diventa strumento strategico per la sanità del territorio

La monografia rappresenta uno strumento fondamentale per la conoscenza dello stato di salute della popolazione e per la programmazione sanitaria. Il lavoro è stato realizzato sulla base dei dati di incidenza raccolti nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, integrati con un aggiornamento al 2022 riguardante le cinque sedi tumorali più frequenti sia negli uomini che nelle donne.

L’analisi consente di osservare l’evoluzione temporale delle neoplasie, le differenze tra fasce di età e genere, nonché la distribuzione geografica delle principali patologie oncologiche nel territorio provinciale.

I nuovi casi passano da 7.544 nel quinquennio 2015-2019 a 7.926 nell’aggiornamento 2018-2022, con una lieve crescita dell’incidenza complessiva, più marcata tra le donne e statisticamente significativa solo nella popolazione femminile.

La maggior parte delle diagnosi riguarda la fascia over 65 (61%), mentre i tumori pediatrici restano rari (0,5%). La distribuzione per sesso mostra una sostanziale stabilità, con una lieve prevalenza maschile.

Nonostante l’aumento dei casi, la provincia di Ragusa mantiene tassi di incidenza e mortalità inferiori rispetto alla media siciliana e nazionale. Le patologie più frequenti restano il tumore della prostata negli uomini (17%) e quello della mammella nelle donne (circa 30%), seguiti da colon-retto, polmone e vescica. Da segnalare la crescita del tumore polmonare nella popolazione femminile, oggi al terzo posto tra le diagnosi più frequenti.

Sul fronte della mortalità, nel periodo considerato si registrano oltre 3.600 decessi per tumori maligni, con valori sostanzialmente stabili nel tempo e senza variazioni significative.

Il dato più rilevante riguarda la sopravvivenza, che risulta superiore alla media nazionale sia a cinque che a dieci anni dalla diagnosi, con un ulteriore miglioramento nel tempo. Questo risultato viene attribuito al rafforzamento della prevenzione, agli screening, alla diagnosi precoce e ai progressi terapeutici.

A livello territoriale emergono differenze contenute tra distretti e comuni: Ragusa e Vittoria mostrano in passato tassi più elevati negli uomini, mentre nell’ultimo aggiornamento è il distretto di Modica a registrare i valori più alti. Tra le donne resta più elevato il distretto di Ragusa. Alcune specificità locali riguardano Pozzallo per il tumore del polmone maschile e un aumento diffuso del melanoma in diversi comuni, ma senza criticità statisticamente rilevanti su larga scala.

Nel complesso, il quadro delineato è quello di una provincia con indicatori oncologici relativamente favorevoli, in cui cresce l’incidenza ma migliora la sopravvivenza, segnalando un sistema di prevenzione e cura in progressivo rafforzamento.

Calano le diagnosi di tumore, soprattutto tra gli uomini

Tra gli aspetti più significativi emersi dal report vi è la riduzione dell’incidenza complessiva dei tumori, un dato particolarmente evidente nella popolazione maschile.

L’invecchiamento della popolazione resta la sfida principale

La monografia richiama però l’attenzione su un fenomeno destinato a incidere profondamente sull’organizzazione sanitaria dei prossimi anni: il progressivo invecchiamento della popolazione.

Come già detto, secondo i dati presentati, il 61% dei casi di tumore si concentra nella fascia di età superiore ai 65 anni. Un dato che conferma la stretta correlazione tra età avanzata e rischio oncologico e che evidenzia la necessità di rafforzare i servizi territoriali, i percorsi di presa in carico e le attività di prevenzione dedicate alla popolazione anziana.

L’aumento dell’aspettativa di vita e il conseguente incremento delle patologie croniche rendono infatti indispensabile una pianificazione sanitaria sempre più mirata e sostenibile.

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