Diga Santa Rosalia quasi al massimo, ma la Sicilia perde oltre metà dell’acqua

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Pur con uno scarto minimo dello 0,15 rispetto al mese di maggio, la diga Santa Rosalia, in territorio ibleo, è assestata al limite della capienza massima. In questo mese di giugno la percentuale di riempimento è di 20,9 milioni di metri cubi su una capacità massima di 20 milioni a fronte del 21,08 per cento dello scorso mese di maggio. L’acqua c’è, forse un po’ meno una rete adeguata di distribuzione che permette di raggiungere i luoghi di distribuzione in maniera ottimale. L’isola di Sicilia in questo 2026 è assestata sui 607,49 milioni di metri cubi rispetto ai 371,85 dello scorso anno. E’ chiaro il miglioramento della situazione idrica nell’isola in particolare sul fronte degli invasi che hanno registrato livelli di riempimento storici, tanto da raddoppiare i numero del 2025. Un neo c’è ed è individuabile nella distribuzione con forti perdite di acqua che superano in alcune parti anche il 50 per cento della quantità accumulata nelle trenta dighe siciliane. L’Autorità di bacino della Regione, che ha il compito di monitorare patrimonio idrico e perdite nella rete di distribuzione, parla di pesanti sprechi lungo la rete di distribuzione. “Si stima che circa il 52,3 per cento dell’acqua immessa vada disperso, con picchi che arrivano al 68 per cento a Siracusa ed al 75 per cento a Catania. Questo genera forti disagi e turnazioni nel servizio per i cittadini, in particolare nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani – spiega il sito dell’Autorità di Bacino – per far fronte ai problemi strutturali di approvvigionamento e superare la crisi, la cabina di regia regionale ha impostato un piano su più fronti: il rifacimento delle reti con interventi mirati a ridurre la dispersione idrica; i dissalatori con progetti per l’attivazione e l’installazione di impianti mobili (come a Gela, Porto Empedocle e Trapani) per integrare la produzione di acqua potabile; il riuso con lo sfruttamento delle acque reflue depurate ed il ripristino dei vecchi pozzi”.

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