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Daouda Diane: quattro anni senza verità. Acate torna in piazza per chiedere giustizia
29 Giu 2026 10:14
Il 2 luglio 2026 segna un nuovo anniversario doloroso e ancora senza risposte: quello della scomparsa di Daouda Diane, mediatore culturale e lavoratore sparito nel nulla il 2 luglio 2022 dal cementificio di Acate, nel cuore della fascia trasformata del Ragusano.
Una vicenda che, a distanza di anni, continua a rappresentare una ferita aperta per la famiglia, per la comunità dei lavoratori migranti e per chi da tempo denuncia condizioni di sfruttamento e precarietà in uno dei territori simbolo del lavoro agricolo intensivo del Sud Italia.
In occasione dell’anniversario, diverse realtà sindacali e sociali, tra cui l’Unione Sindacale di Base (USB), hanno promosso una giornata di mobilitazione ad Acate. Un’iniziativa che non si limita alla commemorazione, ma assume il valore di una denuncia politica e sociale contro quella che viene definita una “verità negata”.
Una scomparsa che continua a interrogare il territorio
La storia di Daouda Diane resta avvolta nell’ombra. Lavoratore e mediatore culturale, aveva denunciato attraverso alcuni video le condizioni di lavoro e sicurezza nel sito industriale in cui operava, pochi giorni prima della sua scomparsa.
Da allora, l’inchiesta non ha portato a risposte definitive, alimentando interrogativi e accuse di immobilismo investigativo. Una vicenda che, secondo le realtà mobilitate, sarebbe stata trattata con minore attenzione rispetto a casi analoghi che non coinvolgono lavoratori migranti e contesti di marginalità sociale.
Fascia trasformata del Ragusano, tra lavoro e sfruttamento
Il caso si inserisce in un contesto più ampio e complesso: quello della cosiddetta “fascia trasformata” del Ragusano, area agricola caratterizzata da forte intensità produttiva e, secondo numerose denunce, dalla presenza di fenomeni di caporalato, sfruttamento lavorativo e irregolarità diffuse.
In questo scenario, la scomparsa di Daouda Diane viene letta da sindacati e attivisti come il simbolo di un sistema che troppo spesso lascia ai margini i lavoratori più vulnerabili, rendendo invisibili le loro condizioni e, in alcuni casi, anche le loro storie.
La richiesta: riaprire l’inchiesta
Le organizzazioni promotrici della mobilitazione del 2 luglio chiedono con forza la riapertura dell’inchiesta e un impegno più incisivo da parte delle istituzioni e della magistratura.
“Non si tratta di una semplice commemorazione – sottolineano le realtà sindacali coinvolte – ma di un atto politico e civile. Vogliamo verità, non passerelle”.
L’appello è chiaro: riportare l’attenzione su una vicenda che, secondo i promotori, rischia di essere archiviata nell’oblio senza aver chiarito responsabilità e dinamiche.
Il 2 luglio ad Acate: memoria e mobilitazione
La giornata di mobilitazione del 2 luglio ad Acate sarà dedicata alla memoria di Daouda Diane, ma anche a tutti i lavoratori invisibili che ogni giorno contribuiscono all’economia del territorio in condizioni spesso precarie e fragili.
Un momento di partecipazione collettiva che vuole trasformare il ricordo in impegno concreto, affinché la vicenda non venga dimenticata e possa finalmente trovare risposte.
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