Fabio Troiano conquista Comiso con “Il Dio bambino”

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Un viaggio intenso nelle contraddizioni dell’animo umano, tra il desiderio di crescere e l’incapacità, spesso dolorosa, di diventare davvero adulti. È questo il cuore de “Il Dio bambino”, il monologo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini che ieri sera ha emozionato il pubblico del Loggiato di piazza delle Erbe, a Comiso, nell’ambito della sesta edizione del festival “L’Ingegnere di Babele” promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino.

Protagonista assoluto della serata è stato Fabio Troiano, che con la regia di Giorgio Gallione ha saputo accompagnare gli spettatori in un percorso teatrale intenso e coinvolgente, alternando con grande naturalezza ironia, malinconia e riflessioni profonde sull’esistenza contemporanea.

Lo spettacolo ha portato in scena un uomo alle prese con i propri limiti, immerso in una festa ormai conclusa che diventa metafora di una vita sospesa tra ricordi, illusioni e occasioni perdute. Un racconto capace di attraversare le fragilità dell’essere umano e di interrogare il pubblico con la forza di una scrittura che, a distanza di anni, conserva intatta la sua attualità.

La regia di Giorgio Gallione ha valorizzato ogni sfumatura del testo gaberiano, costruito su continui cambi di prospettiva, domande esistenziali e contraddizioni irrisolte. Fabio Troiano ha dato vita a un personaggio profondamente umano, fragile e autentico, capace di passare con disarmante immediatezza dalla leggerezza all’inquietudine.

Al termine dello spettacolo il pubblico ha tributato lunghi applausi all’attore, protagonista di uno dei momenti più intensi dell’edizione 2025 del festival. Troiano ha poi voluto rendere omaggio a Gesualdo Bufalino leggendo un brano dello scrittore comisano, regalando agli spettatori un passaggio particolarmente emozionante che ha unito teatro e letteratura all’interno della casa culturale dedicata all’autore.

L’attore ha inoltre ricordato il suo precedente incontro con Comiso e con la Fondazione Bufalino durante le riprese della trasmissione televisiva “Bell’Italia”, da lui condotta su La7. Parole che hanno conquistato il pubblico quando ha confessato il suo legame speciale con la città.

“È una bella cittadina di cui sono segretamente innamorato”, ha dichiarato Troiano, raccogliendo immediatamente l’entusiasmo e l’affetto dei presenti.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Fondazione Bufalino, Pippo Digiacomo, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale del festival nel panorama culturale siciliano.

“L’Ingegnere di Babele è una manifestazione capace di portare a Comiso artisti di primo piano e di creare un dialogo continuo tra i diversi linguaggi della cultura. Attraverso teatro, musica e parole riusciamo a valorizzare il pensiero di Bufalino e a trasformare i luoghi della Fondazione in spazi vivi di incontro e partecipazione”, ha sottolineato.

Dopo il successo dello spettacolo con Fabio Troiano e il recente concerto di Giovanni Caccamo, cresce ora l’attesa per il prossimo appuntamento della rassegna. Sabato 28 giugno alle ore 21 il Loggiato di piazza delle Erbe ospiterà il concerto del Giovanni Digiacomo Quartet, dedicato al jazz, una delle grandi passioni di Gesualdo Bufalino.

Ospite speciale della serata sarà Fabrizio Bosso, tra i più apprezzati trombettisti della scena jazz internazionale. Sul palco, insieme a Giovanni Digiacomo al sassofono, si esibiranno Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al basso e Pasquale Fiore alla batteria.

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