Assifero a Catania, le voci di un’alleanza: l’università, le fondazioni e la scommessa siciliana

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

C’è un filo che lega gli interventi all’Assemblea nazionale di Assifero, presentata questa mattina all’Università di Catania, ed è la convinzione che il futuro del Mezzogiorno non si gioca più da soli. Lo hanno detto, ciascuno a modo proprio, l’ateneo, le fondazioni e i vertici dell’associazione che riunisce la filantropia italiana. Quattro voci diverse per una stessa tesi: la Sicilia ha più risorse di quante creda, ma servono alleanze nuove per metterle a frutto. A dare il tono è stata la prorettrice vicaria Lina Scalisi, che ha rivendicato un impegno preciso dell’università: «Sul terzo settore, da parte di questa governance, c’è un’attenzione particolare, un’attenzione che è politica, nel senso più alto del termine». Un’attenzione calata dentro la grande trasformazione in corso, dove la rivoluzione tecnologica si scontra con le fragilità dei territori. Da qui la sua proposta di metodo: «Vorrei che la sussidiarietà fosse un metodo, un metodo che mettesse insieme le istituzioni, le imprese e gli enti filantropici, perché si lavora insieme in una cultura della corresponsabilità sociale». E un monito che ribalta lo stereotipo del Sud come terra di sole mancanze: «Questi territori hanno risorse inaspettate, che non vanno giocate soltanto sul piano locale». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Assifero, Antonio Danieli, che ha legato il momento al Piano nazionale per l’economia sociale, atteso a breve. Per lui è un’occasione storica: «Penso che per l’economia sociale passerà il rinascimento dell’Italia». In questo scenario, ha spiegato, «le fondazioni e gli enti filantropici potranno assolvere sempre di più al ruolo di catalizzatori e di enzimi per l’evoluzione di nuovi sistemi di welfare evoluti e sostenibili per il Sistema Paese». Un’idea di filantropia che non si limita a erogare denaro, ma costruisce processi, dentro una visione che Danieli sintetizza così: «Nessuno ce la fa da solo». Il radicamento nell’Isola lo ha rivendicato con orgoglio Antonio Perdichizzi, presidente di Fondazione Marea: «Che Assifero scelga Catania per la propria Assemblea è una testimonianza molto forte: le sfide più complesse, come spopolamento, diseguaglianze, fragilità territoriali, chiedono alleanze nuove tra filantropia, Terzo Settore, pubblico e privato». La Sicilia, ha aggiunto, «si propone come il luogo dove si sperimentano modelli e processi, in particolare nell’ambito dell’economia sociale». Una terra che Perdichizzi descrive come un «laboratorio» di contrasti potenti, dove convivono crescita e disuguaglianze, turismo e spopolamento. È la scommessa di Marea, primo esempio nel Paese di social lending, che ha scelto di non bussare alle grandi fondazioni ma di «innescare le persone» con piccole donazioni, competenze e volontariato. A chiudere il cerchio, la segretaria generale di Assifero, Carola Carazzone, che ha riportato il discorso sul senso profondo della filantropia. La sua, ha spiegato, è una risorsa fatta «non soltanto risorse finanziarie, ma anche risorse relazionali, di conoscenza, di competenze, di capitale sociale». Una filantropia costruita sulla fiducia, lontana dalla logica dell’elemosina, capace di valorizzare le competenze e «i tantissimi eroi» del Terzo Settore: «e la Sicilia ne è piena». Messe in fila, queste parole disegnano qualcosa di più di una cerimonia. Disegnano un patto possibile: l’università che apre i saperi al territorio, le fondazioni che rischiano capitale paziente, il volontariato che mette in campo competenze, le istituzioni chiamate a fare la loro parte. La distanza tra le buone intenzioni e i risultati, lo sappiamo, è enorme. Ma se quel patto reggerà, le «risorse inaspettate» di cui ha parlato Scalisi potranno finalmente diventare visibili. E la Sicilia, da terra raccontata per ciò che le manca, potrà cominciare a raccontarsi per ciò che sa costruire.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it