Legambiente denuncia criticità a Playa Grande: richiesta di trasparenza sui lavori in corso

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Preoccupazione a Scicli per i lavori in corso nell’area dello sbocco a mare del canalone che costeggia il villaggio di Playa Grande. Il Circolo Legambiente “Kiafura” ha infatti inviato una richiesta formale di chiarimenti agli enti competenti, chiedendo verifiche approfondite sugli interventi in atto in una zona considerata particolarmente delicata dal punto di vista ambientale e idraulico.

L’associazione ambientalista riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei cittadini, allarmati per la presenza di strutture e opere realizzate nei pressi della foce del canale e in prossimità della linea di battigia.

Il nodo del canalone e il rischio idraulico

Secondo quanto evidenziato da Legambiente, l’area interessata dai lavori coincide con una porzione strategica del sistema di drenaggio naturale della costa sciclitana. Il canalone, infatti, svolge una funzione essenziale nel convogliare verso il mare le acque provenienti dall’entroterra, soprattutto durante eventi meteorici intensi.

Una funzione che, alla luce dell’aumento dei fenomeni climatici estremi, viene considerata sempre più rilevante per la sicurezza del territorio e la prevenzione del rischio idraulico.

La richiesta di chiarimenti agli enti competenti

Pur precisando di non avere elementi per mettere in discussione la regolarità delle autorizzazioni eventualmente rilasciate, il Circolo Legambiente “Kiafura” chiede che venga fatta piena luce sulla compatibilità degli interventi con la tutela ambientale, la sicurezza idraulica e la salvaguardia paesaggistica dell’area.

L’associazione sollecita in particolare verifiche tecniche e una comunicazione trasparente nei confronti della cittadinanza, affinché siano chiariti eventuali impatti delle opere in corso su uno degli ecosistemi costieri più fragili del territorio.

Il richiamo alla normativa e alla tutela ambientale

Nella nota inviata agli enti, Legambiente richiama anche la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 10064/2026, che ribadisce come la tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni rappresenti un obbligo giuridico per le pubbliche amministrazioni.

Un principio che, secondo l’associazione, deve guidare ogni intervento sul territorio, soprattutto in aree sensibili come quella di Playa Grande.

“Sì allo sviluppo, ma nel rispetto dell’ambiente”

A intervenire è anche la presidente del Circolo, Alessia Gambuzza, che sottolinea la posizione dell’associazione: favorevole allo sviluppo turistico del territorio, ma nel rispetto degli ecosistemi costieri e della sicurezza dei cittadini.

“Non siamo contrari allo sviluppo turistico del territorio – afferma – ma ogni intervento deve essere compatibile con la tutela dell’ambiente e con la conservazione delle funzioni naturali di aree fragili come questa. Chiediamo chiarezza e trasparenza per informare adeguatamente la cittadinanza”.

Trasparenza e partecipazione pubblica

Legambiente richiama infine i principi della partecipazione pubblica e della cosiddetta democrazia ambientale, chiedendo un rapido riscontro da parte delle amministrazioni coinvolte. L’obiettivo è garantire informazione, trasparenza e coinvolgimento dei cittadini su opere che interessano un tratto costiero considerato tra i più sensibili e frequentati del territorio sciclitano.

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