Guardia Medica senza medico a Marina di Ragusa: scoppia la polemica sulla sanità territoriale

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A Marina di Ragusa si accende il dibattito sulla tenuta dell’assistenza sanitaria territoriale. Nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, secondo quanto segnalato, il servizio di Guardia Medica risulterebbe privo della presenza del medico, con la sola operatività dell’ambulanza. Una situazione che ha sollevato forti perplessità nel mondo politico locale e tra i cittadini, soprattutto in vista dell’aumento della popolazione legato alla stagione estiva.

A intervenire sono la coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema e il coordinatore cittadino, Filippo Angelica, che hanno riportato l’attenzione su una criticità che si inserisce in un quadro più ampio di gestione delle risorse sanitarie sul territorio.

La denuncia politica e i dubbi sulla gestione delle risorse ASP

La questione si intreccia con il tema più generale dell’organizzazione sanitaria provinciale e della gestione economica dell’ASP Ragusa, già al centro di interrogativi nei mesi scorsi per una richiesta di anticipazione di cassa pari a 50 milioni di euro.

Secondo le dichiarazioni politiche riportate, il nodo centrale non riguarderebbe soltanto le risorse economiche, ma soprattutto la loro traduzione in servizi concreti per i cittadini. Il dubbio sollevato è se tali fondi stiano effettivamente producendo un miglioramento dell’assistenza sanitaria o se, al contrario, la rete dei servizi territoriali stia subendo un progressivo indebolimento.

Marina di Ragusa e la Guardia Medica: un presidio ritenuto insufficiente

La criticità principale riguarda il funzionamento del presidio sanitario nella località costiera di Marina di Ragusa, una delle mete turistiche più frequentate della provincia.

La segnalazione evidenzia che, già a inizio giugno, il territorio registra una presenza significativa di residenti, lavoratori, proprietari di seconde case e visitatori. In questo contesto, la mancanza del medico nella fascia diurna viene considerata un elemento di forte vulnerabilità per la sicurezza sanitaria.

Il presidio della Guardia Medica locale, spesso indicato come riferimento per le urgenze non ospedaliere, risulterebbe quindi depotenziato proprio nel momento in cui la domanda di assistenza aumenta.0

Uno degli aspetti più contestati riguarda la programmazione stagionale dei servizi sanitari. L’attivazione di potenziamenti limitati al periodo estivo, secondo le critiche, non sarebbe più sufficiente a rispecchiare la reale fruizione del territorio.

Marina di Ragusa, infatti, non sarebbe più una località esclusivamente turistica nei mesi centrali dell’estate, ma un’area stabilmente vissuta già dalla primavera e fino all’autunno inoltrato. Da qui la richiesta di una riorganizzazione strutturale dei servizi, capace di adattarsi ai flussi reali e non a schemi temporali rigidi.

Liste d’attesa e ricorso al privato: un sistema sotto pressione

Nel dibattito rientra anche il tema più ampio delle liste d’attesa e dell’accesso alle cure. Le critiche sottolineano come, in diversi casi, i cittadini siano costretti a rivolgersi al settore privato o a strutture fuori provincia per ottenere risposte tempestive.

Una condizione che, secondo gli esponenti politici intervenuti, evidenzierebbe una difficoltà strutturale del sistema sanitario locale nel garantire livelli di assistenza adeguati e uniformi sul territorio.

Le richieste all’ASP e le prospettive future

La richiesta avanzata è quella di un chiarimento ufficiale da parte dell’ASP Ragusa sulla situazione della Guardia Medica di Marina di Ragusa e sulle strategie adottate per garantire continuità assistenziale.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire un servizio sanitario adeguato in un’area ad alta densità di presenza stagionale e non stagionale, evitando discontinuità che possano incidere sulla sicurezza dei cittadini e dei visitatori.

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