Corruzione: Sicilia in cima al dossier Libera. 107 indagati e 9 inchieste attive nel 2026

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La corruzione in Italia continua a emergere come un fenomeno strutturale, capace di agire in modo silenzioso ma costante, con conseguenze profonde sul piano sociale, economico e istituzionale. A confermarlo è il nuovo monitoraggio realizzato da Libera, che analizza le principali inchieste aperte nei primi mesi del 2026 e restituisce un quadro definito dagli stessi analisti come allarmante.

Tra il 1° gennaio e il 1° giugno 2026 sono state censite 38 inchieste su corruzione e concussione, con il coinvolgimento di 23 procure distribuite in dieci regioni italiane. Le persone indagate complessivamente risultano 386, all’interno di procedimenti che spaziano dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio fino al voto di scambio politico-mafioso, passando per turbative d’asta ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

Il dato più rilevante riguarda la distribuzione territoriale del fenomeno, che vede la Sicilia al primo posto a livello nazionale. Nell’isola risultano infatti 107 persone indagate, con 9 inchieste attive e il coinvolgimento di 3 procure. Un primato che colloca la regione al centro dell’attenzione giudiziaria e istituzionale, pur nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza che accompagna tutte le indagini in corso.

Alle spalle della Sicilia si posiziona il Lazio, con 85 indagati e lo stesso numero di inchieste, seguito dalla Campania con 65 persone coinvolte e dalla Puglia, che registra 48 indagati e un numero significativo di rappresentanti politici tra i soggetti attenzionati. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una diffusione capillare del fenomeno corruttivo, che non risparmia alcuna area del Paese.

Secondo l’analisi di Libera, il sistema che emerge dalle indagini non è riconducibile a dinamiche isolate, ma piuttosto a una rete adattabile ai diversi contesti territoriali e amministrativi. In questo sistema il ruolo di intermediazione e gestione delle pratiche illecite può essere ricoperto da figure differenti, dai dirigenti pubblici ai cosiddetti facilitatori, dagli imprenditori con relazioni trasversali fino a soggetti politici o ambienti vicini alla criminalità organizzata.

Lo sguardo si amplia ulteriormente se si considera l’ultimo periodo di diciotto mesi, durante il quale in Italia sono state registrate 143 inchieste e 1.507 persone indagate, tra cui 71 esponenti politici, tra amministratori locali e rappresentanti istituzionali. Un dato che conferma la persistenza del fenomeno e la sua capacità di attraversare livelli diversi della pubblica amministrazione.

Per accendere i riflettori su questo scenario, Libera ha promosso la settimana di mobilitazione “Occhi aperti sulla corruzione”, in programma dall’8 al 13 giugno 2026. L’iniziativa prevede eventi pubblici, incontri e momenti di sensibilizzazione in tutto il territorio nazionale e si inserisce nella più ampia campagna “Fame di verità e giustizia”, che punta a rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità nella gestione della cosa pubblica.

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