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Nuovo incidente sulla Ragusa-Marina. L’allarme degli abitanti di Villaggio Camemi: “Da 17 anni chiediamo sicurezza, ma nessuno interviene”
05 Giu 2026 08:48
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Ancora un incidente lungo la SP 25, l’arteria che collega Ragusa alla sua frazione marinara. L’ennesimo episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, in prossimità dell’intersezione di Villaggio Camemi, uno dei punti più critici dell’intero tratto stradale. Fortunatamente il sinistro non ha avuto conseguenze gravi per gli occupanti dei veicoli coinvolti, ma ha riacceso la rabbia e la preoccupazione dei residenti.
Con l’avvio della stagione estiva si ripropone infatti uno scenario ormai tristemente noto. L’aumento del traffico verso il litorale comporta, ogni anno, una crescita degli incidenti in una strada che gli abitanti definiscono da tempo pericolosa e bisognosa di interventi immediati.
La denuncia che arriva da Villaggio Camemi è dura e senza mezzi termini. I residenti parlano di un problema noto da decenni e di un interminabile susseguirsi di segnalazioni, richieste, incontri istituzionali e promesse rimaste sulla carta.
«Sono anni che tutti fanno orecchie da mercante. A nessuno interessa la nostra incolumità. Il valore della nostra vita viene continuamente sacrificato nel rimpallo di competenze», affermano con amarezza gli abitanti del villaggio, esasperati da una situazione che definiscono ormai insostenibile.
Nel corso degli anni, spiegano, si sono avvicendati Prefetti, Sindaci, Presidenti e Commissari del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Tutti sarebbero stati informati delle criticità della SP 25 e dei rischi legati all’intersezione di Villaggio Camemi. Sul tavolo si sarebbero accumulati progetti, proposte e ipotesi di intervento, compresa la realizzazione di una rotatoria, ma senza che si arrivasse a una soluzione concreta.
Persino un esposto presentato alla Procura della Repubblica non avrebbe prodotto gli effetti sperati. Il risultato, denunciano i residenti, è che dopo diciassette anni nulla è cambiato.
«Non riusciamo davvero a capacitarci della situazione – spiegano –. Possibile che nessuno si renda conto della gravità del problema? Nemmeno il numero costante degli incidenti che durante il periodo estivo aumenta in maniera significativa?».
La richiesta avanzata dagli abitanti non riguarda soltanto le grandi opere infrastrutturali. In attesa di interventi definitivi, i cittadini chiedono misure immediate capaci di mitigare il rischio e aumentare la sicurezza lungo il tratto più pericoloso della provinciale.
«Abbiamo visto realizzare altrove interventi che a noi sono stati descritti come impossibili. Ci chiediamo perché in altri territori si riesca ad agire e qui invece tutto rimanga fermo», sottolineano.
L’appello è rivolto direttamente al Prefetto, al Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e al Sindaco affinché venga affrontata con urgenza una situazione che, secondo i residenti, non può più attendere i tempi della burocrazia.
«Non possiamo aspettare la realizzazione della rotatoria. Il pericolo è imminente e ogni giorno rischiamo la nostra vita, quella dei nostri familiari e dei tanti cittadini che percorrono questa strada».
Gli abitanti chiedono inoltre un’assunzione di responsabilità trasversale da parte di tutte le forze politiche del territorio, invitandole a superare divisioni e appartenenze per mettere al centro la sicurezza dei cittadini.
Dietro la protesta emerge soprattutto un profondo senso di delusione. Per diciassette anni, spiegano, il confronto con le istituzioni è sempre avvenuto attraverso il dialogo e il rispetto delle regole, senza mai ricorrere a forme di protesta estreme. Oggi però prevale la sensazione di essere stati ignorati.
«Siamo delusi, arrabbiati e stanchi di essere presi in giro. Forse il nostro errore è stato credere che dall’altra parte ci fossero interlocutori realmente interessati a considerare la vita dei cittadini una priorità».
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