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Madison Cinemas Ragusa avvia la cessazione definitiva dell’attività: a rischio un presidio culturale e decine di posti di lavoro
17 Mag 2026 19:50
Il rischio, adesso, è concreto. Madison Cinemas Ragusa potrebbe chiudere definitivamente i battenti dopo settimane di polemiche, ordinanze, ricorsi, tensioni e un recente atto vandalico. A comunicarlo è stata la stessa società attraverso un avviso pubblicato sul sito ufficiale del circuito cinematografico, nel quale si annuncia che, “alla luce del protrarsi dell’ordinanza di chiusura emessa dal sindaco di Ragusa e dell’assenza di riscontri ufficiali nonostante la documentazione presentata dalla società, è stata avviata la procedura di cessazione definitiva dell’attività”.
Una notizia che scuote non soltanto il mondo del cinema locale ma l’intera provincia iblea, perché il multisala di contrada Cimillà, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di nove sale, negli anni è diventato un punto di riferimento culturale e di aggregazione per spettatori provenienti da gran parte del territorio provinciale.
La società ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni saranno comunicate le modalità di rimborso per gli abbonamenti ancora attivi e per gli ingressi residui a partire dal 18 aprile, data dalla quale la struttura risulta chiusa.
La vicenda si trascina ormai da settimane. Già lo scorso 30 aprile Madison Cinemas aveva diffuso una lunga nota nella quale chiariva la propria posizione sull’ordinanza di chiusura, sostenendo di avere prodotto tutta la documentazione richiesta dagli enti competenti e di avere completato gli interventi tecnici necessari. La società aveva evidenziato come la struttura fosse operativa dal 2005 sulla base delle autorizzazioni rilasciate dagli organi competenti, richiamando in particolare l’agibilità concessa dalla Commissione comunale e il successivo parere favorevole del Servizio edilizia privata.
Sul fronte della sicurezza antincendio, Madison Cinemas aveva spiegato di avere ripristinato tempestivamente gli impianti danneggiati dagli eventi atmosferici che avevano interessato l’area. Secondo quanto dichiarato dalla proprietà, già dal 18 aprile l’impianto antincendio sarebbe tornato pienamente operativo, mentre pochi giorni dopo sarebbero state riparate anche le pompe danneggiate.
La società contestava inoltre alcune interpretazioni normative alla base del provvedimento di chiusura, sostenendo che la struttura fosse in regola e che alcune autorizzazioni richieste risultassero superate dalla normativa vigente. Parallelamente era stato annunciato anche il ricorso al TAR per tutelare la prosecuzione dell’attività.
Nel frattempo, però, la situazione è ulteriormente precipitata. Il 15 maggio la proprietà ha denunciato un grave atto vandalico ai danni del multisala: ignoti avrebbero tranciato i cavi elettrici dell’impianto, provocando danni rilevanti e aggravando un quadro già estremamente delicato.
Nel nuovo comunicato diffuso dalla società emergeva tutta la preoccupazione per il protrarsi dell’ordinanza di chiusura e per la mancanza di comunicazioni ufficiali successive alla riunione della Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Madison Cinemas lamentava un clima di forte incertezza amministrativa e sosteneva di avere collaborato sin dall’inizio con le autorità, eseguendo rapidamente gli interventi richiesti e depositando documentazione tecnica e chiarimenti normativi.
A pesare, adesso, non è soltanto il futuro della struttura ma anche quello dei lavoratori. La possibile cessazione definitiva dell’attività apre infatti uno scenario preoccupante per i dipendenti e per tutto l’indotto legato al multisala. Alcuni collaboratori starebbero già valutando l’interruzione del rapporto lavorativo per cercarne uno nuovo, altri restano in attesa dell’evolversi delle cose.
La vicenda assume un significato ancora più pesante se si considera che il Madison stava completando un importante percorso di ristrutturazione e ammodernamento durato oltre un anno. L’obiettivo dichiarato della proprietà era quello di trasformare la struttura in uno dei poli cinematografici più avanzati della Sicilia, con nuove tecnologie di proiezione, impianti audio di ultima generazione e un’offerta ancora più ampia e moderna per il pubblico. Era inoltre prevista la realizzazione di una nuova sala nel corpo B della struttura, progetto che adesso risulta sospeso.
La possibile chiusura definitiva del multisala ha acceso il dibattito anche nel mondo culturale cittadino. Tra gli interventi più significativi quello del giornalista e critico cinematografico ragusano Carmelo Arezzo, che ha espresso forte preoccupazione per il rischio che Ragusa resti sostanzialmente priva di sale cinematografiche, ad eccezione del lavoro portato avanti con sacrificio dal Cinema Lumière.
Arezzo ha ricordato come il Madison abbia rappresentato per anni un importante presidio culturale per l’intera area iblea, sottolineando il valore sociale del cinema come luogo di incontro e di crescita collettiva, soprattutto in un periodo in cui il settore cinematografico internazionale e italiano sta tentando di rilanciarsi dopo anni di crisi. Il critico ha inoltre evidenziato come, nonostante l’avvento delle piattaforme digitali, in Europa si stia registrando un ritorno del pubblico nelle sale grazie anche all’evoluzione tecnologica delle moderne multisale.
Nel suo intervento, Arezzo richiama anche la memoria storica della città, ricordando i tempi in cui Ragusa poteva contare su numerose sale cinematografiche, dal Trionfale al Marino, dal La Licata all’Ideal fino al Duemila, simboli di una stagione culturale oggi profondamente cambiata.
Adesso, però, il timore concreto è che la chiusura del Madison possa rappresentare un ulteriore arretramento culturale per il territorio. Una vicenda che va oltre il semplice destino di una struttura privata e che coinvolge temi più ampi: il diritto alla cultura, la tenuta dei luoghi di aggregazione, il futuro dei lavoratori e la capacità di una città di mantenere vivi i propri spazi dedicati allo spettacolo e alla socialità.
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