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Virtus Ragusa chiude una stagione con amarezza ma il progetto cresce: “La ripartenza è già iniziata”
15 Mag 2026 10:28
La stagione della SuperConveniente Virtus Ragusa si è fermata agli ottavi di finale dei playoff contro Angri, lasciando inevitabilmente delusione nell’ambiente ragusano. Ma ridurre tutto all’ultima sconfitta sarebbe un errore. È questo il messaggio lanciato dal direttore sportivo Alessandro Vicari, che traccia un bilancio lucido e profondo del campionato appena concluso.
L’eliminazione pesa, soprattutto dopo un’annata vissuta costantemente nelle zone alte della classifica. Tuttavia, la Virtus guarda oltre il risultato immediato e rivendica il valore di un percorso costruito tra difficoltà economiche, ricostruzione societaria e rilancio dell’entusiasmo attorno al basket ragusano.
“A qualche giorno dalla fine della stagione credo sia giusto fare un’analisi equilibrata – spiega Vicari –. La delusione per l’uscita dai playoff è normale. Quando si arriva a questo punto, nessuno si accontenta. Volevamo andare avanti e sappiamo di non esserci espressi come avremmo voluto nel momento decisivo. Ma una cosa è analizzare gli errori, un’altra è dimenticare il lavoro fatto da tutta la società”.
Dalla retrocessione alla rinascita: il percorso della Virtus
Il punto di partenza della stagione era tutt’altro che semplice. Dopo la retrocessione dalla Serie B Nazionale, il futuro della Virtus Ragusa appariva incerto. A giugno il club era persino alla ricerca di nuovi acquirenti. Pochi mesi dopo, però, la società è riuscita a costruire un progetto competitivo e credibile.
Il risultato finale racconta di una squadra capace di chiudere la regular season al quarto posto, a pari punti con le prime tre della classifica, penalizzata soltanto dalla classifica avulsa. Venti vittorie complessive e una continuità di rendimento che, a inizio stagione, sembrava difficile da immaginare.
“Questo è un dato oggettivo – sottolinea Vicari –. Oggi possiamo dire che il progetto è vivo e poggia su basi più solide. Forse il fatto di essere stati primi per una lunga parte della stagione ha alzato le aspettative, ma serve lucidità per giudicare il percorso complessivo”.
Infortuni, sacrifici e una squadra che ha riacceso il PalaPadua
La Virtus ha dovuto fare i conti anche con una parte finale di stagione complicata sotto il profilo fisico e mentale. Gli infortuni hanno condizionato il rendimento del gruppo proprio nel momento più delicato.
“Probabilmente siamo arrivati ai playoff con meno energie – ammette Vicari –. Alcuni infortuni importanti hanno inciso, ma non deve essere un alibi. È semplicemente un dato da considerare”.
Nonostante le difficoltà, il club è riuscito a riportare entusiasmo attorno alla squadra. Il PalaPadua è tornato a riempirsi, con una partecipazione del pubblico in linea con quella della precedente stagione in Serie B Nazionale.
Un ruolo importante lo ha avuto anche l’associazione “Virtus nel Cuore”, che ha contribuito a rafforzare il legame tra società, tifosi e territorio.
“Uno degli aspetti più belli di questa stagione è stato rivedere il palazzetto vivo – aggiunge il direttore sportivo –. La Virtus non è soltanto una squadra di basket: è un patrimonio della città”.
Sponsor, territorio e futuro: la Virtus guarda avanti
Vicari ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno sostenuto il progetto, a partire dagli sponsor principali. Un riconoscimento particolare è stato rivolto a SuperConveniente e al Cavaliere Arena, oltre alla presidente Sabbatini ed Ekso per il sostegno sportivo e sociale garantito durante la stagione.
Fondamentale anche il contributo degli sponsor storici, che hanno scelto di continuare a investire nella Virtus nonostante la retrocessione dello scorso anno.
Ora lo sguardo è rivolto al futuro. La parola chiave è continuità.
“Le società solide si costruiscono con il tempo – conclude Vicari –. Questa stagione deve essere un punto di partenza. Dobbiamo migliorare ancora, consolidare l’organizzazione, lavorare sui giovani e rafforzare il rapporto con il territorio. Il progetto è vivo e merita di crescere con serietà e ambizione”.
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