A Modica è bufera sul bando affitti: “Gmail obbligatoria, così si escludono i più fragili”

È polemica a Modica sull’avviso pubblico per il contributo previsto dall’articolo 57 della Legge Regionale 1/2026 per il sostegno all’affitto. Il bando del Comune, che prevede la presentazione delle domande esclusivamente online tramite modulo Google e l’utilizzo obbligatorio di un indirizzo Gmail, finisce al centro di una dura contestazione da parte del Sunia di Ragusa.

A intervenire con toni forti è il segretario del Sunia, Salvatore Ciranna, che definisce la scelta “gravissima e inaccettabile”, accusando l’amministrazione di introdurre barriere digitali che rischiano di escludere le fasce più deboli della popolazione.

“Una barriera digitale che esclude i cittadini più fragili”

Secondo il sindacato degli inquilini, la previsione contenuta nell’avviso pubblico costituirebbe una forma di discriminazione digitale, imponendo ai cittadini non solo il possesso di un account Gmail, ma anche il ricorso a terzi come patronati o tabaccai per poter presentare la domanda.

“Si tratta di una previsione assurda e profondamente discriminatoria – afferma Ciranna – perché obbliga i cittadini ad avere un account presso un unico gestore privato o a rivolgersi necessariamente a intermediari. Così si introduce una barriera artificiosa all’accesso a un diritto sociale”.

Dubbi su trasparenza e ricevuta dell’istanza

Il Sunia solleva anche criticità tecniche e giuridiche legate alla procedura online. Il sistema basato su Google Moduli, secondo il sindacato, non garantirebbe una ricevuta con valore legale dell’avvenuta presentazione della domanda, lasciando i richiedenti in una condizione di incertezza.

Un ulteriore punto critico riguarda la possibilità, di fatto esclusa, di presentare l’istanza in forma cartacea presso l’ufficio protocollo comunale, modalità ritenuta ordinaria e garantita dalla normativa amministrativa.

“Rischio costi aggiuntivi per le famiglie”

Per il Sunia, il sistema imposto dal Comune rischia inoltre di generare ulteriori costi indiretti per i cittadini, costretti a rivolgersi a patronati o intermediari privati per completare la procedura.

“È inaccettabile – sottolinea Ciranna – che per accedere a un contributo pubblico si debbano sostenere spese aggiuntive, proprio da parte di famiglie in condizioni economiche già difficili”.

La richiesta: modificare subito il bando

Il sindacato chiede all’amministrazione comunale di rivedere immediatamente l’avviso pubblico, introducendo modalità alternative di presentazione delle domande, inclusa la consegna cartacea e la possibilità di utilizzare qualsiasi indirizzo email.

“La legge regionale non prevede questi vincoli – conclude Ciranna –. Il Comune sta introducendo restrizioni ulteriori che rischiano di trasformare un diritto sociale in un percorso a ostacoli”.

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