Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
Screening e attese record: “Undici mesi per una colonscopia”. L’Asp Ragusa replica: “Non fa parte dello screening”
12 Apr 2026 11:16
Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria.
Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP di Ragusa promuove da tempo campagne di prevenzione per il tumore al colon retto, rivolte alle fasce di popolazione più a rischio. Ma ciò che accade dopo, secondo la denuncia, rischia di vanificare tutto.
Protagonista della vicenda è un cittadino, indicato con le iniziali A.G., che dopo aver effettuato tre prelievi nell’ambito del percorso pubblico, il 17 marzo riceve un referto che segnala la presenza di sangue occulto. Un esito che, secondo i protocolli medici, richiede ulteriori accertamenti in tempi rapidi, in particolare una colonscopia da eseguire entro pochi giorni.
Il giorno successivo, il paziente si rivolge al proprio medico curante, ottenendo una prescrizione con carattere d’urgenza: esame da effettuare entro 10 giorni. Ma quando si presenta al CUP per prenotare, la risposta è tutt’altra: appuntamento disponibile dopo 11 mesi.
Un ritardo che, secondo il presidente del comitato, Rosario Gugliotta, rappresenta una contraddizione evidente. “A cosa servono le campagne di prevenzione – è il senso della denuncia – se poi i pazienti a rischio vengono lasciati soli, senza la possibilità di completare in tempi adeguati il percorso diagnostico?”.
La questione non è nuova. La Rete Civica Articolo 32 segnala da tempo come i ritardi negli accertamenti strumentali possano compromettere l’efficacia della prevenzione e delle cure, trasformando uno strumento fondamentale di sanità pubblica in un meccanismo inefficiente.
Da qui l’attacco diretto ai vertici dell’ASP, accusati di una gestione definita “fallimentare”, segnata da disservizi e criticità. Il comitato chiede un intervento immediato degli organi di controllo.
L’appello è rivolto anche alla politica regionale: si chiede al governo siciliano di intervenire per rimuovere quelli che vengono definiti “soggetti platealmente inadeguati” a garantire un’organizzazione efficiente del servizio sanitario pubblico in provincia.
ARRIVA LA REPLICA DI ASP RAGUSA
In riferimento alla segnalazione del comitato Civico Art.32 ecco la nota stampa di ASP Ragusa
In riferimento alla notizia pubblicata nelle ultime ore su un presunto caso di ritardata prenotazione di una colonscopia, le verifiche eseguite dall’ASP di Ragusa consentono di escludere che il caso descritto sia riconducibile al programma di screening oncologico aziendale per il colon retto.
Nell’ambito di tale percorso, il campione processato è uno, mentre nella vicenda riportata si fa riferimento a tre prelievi: elemento che conferma come l’accertamento sia stato effettuato al di fuori delle procedure standard promosse dall’Azienda. Va inoltre precisato che, in presenza di un esito positivo maturato all’interno del programma di screening aziendale, il paziente viene preso in carico direttamente dai servizi competenti e richiamato per i successivi approfondimenti, senza necessità di rivolgersi al medico prescrittore per l’emissione di una ricetta di colonscopia.
L’ASP ricorda inoltre che, nei casi in cui il medico prescrittore indichi per il primo accesso una precisa classe di priorità, il cittadino può richiedere l’attivazione dei percorsi di tutela previsti dalla normativa vigente, così da consentire l’esecuzione della prestazione entro i tempi istituzionali. Nel caso di specie, che prevedeva una classe di priorità “breve”, tale procedura avrebbe potuto essere richiesta e attivata secondo le modalità previste.
LA CONTROREPLICA DEL COMITATO
“Il paziente ha effettuato i tre prelievi nell’ospedale pubblico a Modica che fa riferimento all’Asp di Ragusa: il referto ha indicato la presenza di sangue occulto e dunque la necessità di fare accertamenti. E nonostante la richiesta medica per fare la colonscopia entro dieci giorni, al paziente il cup dell’Asp ha assegnato come primo giorno utile per l’esame il 12 febbraio del 2027. Questo è grave per un’azienda che fa campagne di prevenzione contro i tumori e piani per abbattere le liste d’attesa. Inoltre, non appena abbiamo appreso dal paziente questa vicenda assurda, era il 18 marzo, abbiamo attivato il percorso di tutela: è trascorso quasi un mese ma finora nessuna risposta dall’Asp”. Così la Rete civica art.32 replica alla nota dell’Asp di Ragusa.
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