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Polvere sahariana in arrivo sull’Italia: cieli offuscati e piogge “sporche” dal 12 aprile
09 Apr 2026 15:21
Cambia lo scenario meteo sull’Italia: il promontorio anticiclonico che ha garantito stabilità negli ultimi giorni è in fase di cedimento e apre la strada a un’ondata di aria instabile accompagnata da polveri desertiche. Il fenomeno, già noto agli esperti, raggiungerà il suo apice tra domenica 12 e martedì 14 aprile, quando una depressione in risalita dal Nord Africa verso la Sardegna attiverà forti venti di Scirocco.
Secondo le previsioni di Daniele Ingemi, le prime nubi di polvere sahariana interesseranno già da domenica Sardegna, Sicilia e Calabria, per poi estendersi rapidamente al resto della Penisola nella giornata di lunedì 13 aprile. I cieli appariranno lattiginosi, velati e in alcuni casi quasi giallastri, soprattutto al Centro-Sud.
Cos’è la polvere sahariana e come arriva in Italia
Il fenomeno delle nubi di polvere ha origine nelle vaste aree desertiche del Sahara, dove venti intensi, spesso superiori ai 50-60 km/h, sollevano enormi quantità di sabbia e pulviscolo. Queste particelle vengono trasportate verso l’alto da correnti ascensionali e raggiungono la media troposfera, permettendo loro di viaggiare per migliaia di chilometri fino al bacino del Mediterraneo.
I rilievi montuosi dell’Atlante favoriscono ulteriormente il sollevamento delle polveri, che una volta in quota possono essere trasportate dalle correnti atmosferiche fino all’Italia, modificando visibilmente l’aspetto del cielo.
Piogge “rosse” e depositi su auto e balconi
Uno degli effetti più evidenti per i cittadini sarà il deposito della polvere al suolo. Questo può avvenire attraverso la cosiddetta deposizione umida, quando la pioggia ingloba le particelle sospese formando le tipiche macchie giallastre su auto, terrazzi e superfici esterne, oppure tramite deposizione secca, con accumulo diretto del pulviscolo.
Lunedì 13 aprile i primi depositi interesseranno soprattutto il Nord e le coste tirreniche, mentre martedì 14 le precipitazioni coinvolgeranno anche il Centro-Sud, con accumuli più consistenti su Sardegna e Sicilia.
Qualità dell’aria e rischi per la salute
L’arrivo della polvere sahariana comporterà un peggioramento della qualità dell’aria, con un aumento delle concentrazioni di particolato fine, in particolare PM2,5. Queste particelle possono irritare le vie respiratorie, provocare secchezza delle mucose e aggravare condizioni preesistenti come asma o bronchiti.
La riduzione della visibilità potrebbe inoltre avere effetti anche sul traffico aereo e sulla sicurezza degli spostamenti.
Non solo disagi: i benefici per l’ambiente
Nonostante gli effetti negativi, la polvere sahariana svolge anche un ruolo fondamentale negli equilibri naturali. Ricca di minerali come il ferro e il fosforo, agisce come fertilizzante naturale per gli ecosistemi terrestri e marini, favorendo lo sviluppo del fitoplancton negli oceani.
Studi condotti dalla NASA hanno dimostrato che queste polveri possono attraversare l’Atlantico e contribuire alla fertilità della foresta amazzonica, arricchendo i suoli di nutrienti essenziali.
Un fenomeno sempre più frequente
Eventi di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti anche nel Mediterraneo, complice la variabilità climatica e le dinamiche atmosferiche che favoriscono il trasporto delle polveri desertiche verso l’Europa meridionale.
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