Il “Dramma Sacro” nonostante il maltempo: storia di una tradizione vittoriese. Le fake news sul divieto di riprese video

Il “Dramma Sacro” nonostante il maltempo. A Vittoria si sono concluse, poco prima di mezzanotte, le celebrazioni del venerdì santo.

La processione con l’urna del Cristo morto prelevato poco prima nella nicchia situata all’interno della basilica di San Giovanni battista de deposto all’interno dell’Urna e ricoperto con un velo viola, ha dato il via ad una giornata intensa e carica di emozioni, di fede e sacralità. A curare la processione sono stati i membri della Congregazione del santissimo Crocifisso, un sodalizio antichissimo, nato nel XVII secolo. Dalla basilica di San Giovanni battista, attraverso varie strade, ma soprattutto con il lungo e caratteristico percorso di via dei Mille, la processione ha raggiunto piazza Sei Martiri, nota ai più come “Piazza Calvario”. Qui il simulacro è stato issato sulla Croce, al fianco del simulacro della Vergine Addolorata. La Croce situata sul Golgota è stata meta costante dei fedeli che si sono recati in piazza per una preghiera o per un momento di raccoglimento.

La pioggia battente ha fermato alcuni, ma il flusso dei fedeli è stato costante.

La pioggia ha creato non poche difficoltà al cast degli attori guidato dal regista Andrea Traina che a sera ha offerto la rappresentazione del Dramma Sacro, sul testo del marchese Alfonso Ricca, giunto fino ai nostri giorni.

Analoghe rappresentazioni, sempre mutuate dal testo di Ricca, si sono svolte a Scoglitti e Acate. Rappresentazioni forse in tono minore ma che, specie negli ultimi anni, hanno elevato notevolmente il loro spessore, fino a diventare manifestazioni di ottimo rilievo.

La sera, dopo la conclusione della rappresentazione il simulacro del Cristo è stato posto in un’urna a vetri e riportato in basilica, insieme a quello di Maria Addolorata. Una curiosità: l’urna su cui viene posto il Cristo Morto nella prima parte del tragitto fino al secolo scorso era custodito dalla famiglia dei baroni Ricca, famiglia abbiente di Vittoria. Il palazzo è oggi di proprietà del comune che lo ha acquistato 20 anni fa, ma non lo ha mai utilizzato. Nell’androne di palazzo Ricca, in via Bixio, di apre una nicchia al piano terra dove veniva conservata l’urna, un tempo di proprietà della famiglia. Nella basilica di san Giovanni battista, l’altare di sinistra era transennato e separato dal resto della basilica. Esso era di proprietà della Congregazione che si occupava della custodia del simulacro nell’apposita nicchia e ne aveva fatto la propria prestigiosa sede. L’altare ritornò alla basilica poco più di 50 anni fa, nel periodo in cui era arciprete /parroco monsignor Carmelo Ferraro, originario di Santa Croce Camerina e poi divenuto vescovo di Patti e poi di Agrigento .

A margine della lunga giornata, che per Vittoria rappresentano il clou del periodo pasquale, una polemica scatenata sui social perché tanti avevano chiesto che la Sacra Rappresentazione venisse trasmessa in diretta. Si era parlato persino di veto per le riprese in piazza. Gli organizzatori del Dramma sacro hanno smentito e riportato tutto su un piano di verità: nessun divieto, che peraltro sarebbe difficile da attuare in una pubblica piazza, quanto piuttosto la difficoltà di sostenere il costo del lavoro degli operatori video. Il divieto delle dirette streaming era un falso. “È una narrazione tanto drammatica quanto falsa, oltre che impossibile da attuare in una piazza pubblica. La verità è molto più prosaica: a volte si preferisce gridare alla “censura”, ergendosi a paladini di chi non può allontanarsi da casa, piuttosto che ammettere serenamente che, in assenza di un accordo economico, si sceglie di non prestare il proprio servizio. Una logica commerciale assolutamente legittima, sia chiaro, ma che sarebbe molto più elegante chiamare con il suo nome, senza mascherarla dietro inesistenti divieti per indignare il pubblico”.

Da qui l’invito a tutti i vittoriesi a impugnare gli smartphone e di effettuare delle riprese. “Il Dramma Sacro è un rito collettivo, e desideriamo con tutto il cuore che l’emozione di questa sera arrivi davvero ovunque: in ogni casa e in ogni stanza d’ospedale. E per farlo, abbiamo deciso di affidarci all’unica voce che non ha altri interessi se non la pura partecipazione: la vostra. Invitiamo tutti coloro che saranno presenti in Piazza Calvario a impugnare il proprio smartphone e a far partire una diretta sui propri profili social. Siate voi i registi e gli occhi di chi è rimasto a casa”.

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