Cristo alla colonna a Ispica: emozioni e fede nella Basilica di Santa Maria Maggiore

Dopo il rito della “scinnuta” della notte scorsa proseguono oggi i momenti liturgici e di fede del Giovedì Santo nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Alle 4 della notte appena trascorsa la solenne apertura delle porte della basilica e l’inizio del pellegrinaggio di ringraziamento all’altare del SS. Cristo flagellato alla colonna durato fino a quando non è stato dato il via allo svelamento ed alla traslazione del complesso statuario al centro della chiesa. Momenti di grande emozione e devozione con i fedeli che urlano e si commuovono, mentre la banda scandisce quel momento con la tradizionale marcia funebre composta dal Maestro Giuseppe Bellisario. Al rito della mattina che finisce con “il ringraziamento” da parte dei fedeli segue “a sciuta” pomeridiana. Dalla Basilica di Santa Maria Maggiore il simulacro del Cristo flagellato alla Colonna portato a spalla dai cavari, i confratelli della Basilica, con addosso il tradizionale fazzoletto rosso e la cappa rossa. Appuntamento alle 17,30 per la processione con previsione di rientro dopo la una di questa notte.

Oggi per “U Patri a culonna” la preghiera che accompagna l’intero Giovedì Santo.

“Patri a culonna nel rosso della notte del Giovedì Santo camminiamo verso di Te. Siamo i Cavari, figli di una fede semplice che vive nei ricordi dei nonni e nei passi dei giovani. Nel nostro silenzio portiamo le grazie chieste, le grazie ricevute, le speranze custodite nel cuore. E quando la voce si alza tra la gente e qualcuno grida forte ‘E picciuotti’, il nostro cuore risponde : ‘Culonna!’ Ed ‘ più di una parola: è memoria, è promessa, è amore che non si spegne”.

Domani, Venerdì Santo è giorno dedicato o “Patri a Cruci” con i Nunziatari, visibili con cappa e fazzoletto azzurro, che saranno protagonisti del giorno più mesto della Settimana Santa a Ispica che concentra tutto nella basilica di Santa Maria Maggiore. Anche i Nunziatari pregano il Cristo con questi versi. Al “Patri a Cruci questa sera camminiamo dietro di Te. Le strade diventano silenzio, i passi diventano preghiera. Siamo i Nunziatari, e in questo cammino portiamo con noi la fede dei padri e la memoria dei nonni. A Te affidiamo le nostr fatiche, le speranze dei giovani e le grazie che custodiamo nel cuore. E quando tra la genete una voce rompe il silenzio: ‘E picciuotti!’ tutto il popolo risponde: ‘Cruci’. Perchè in quel grido vive la nostra devozione, la nostra  storia, il nostro amore per Te”. 
Articolo redatto con la collaborazione di Pinella Drago

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