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Il cambio dell’ora fa bene o male alla salute? Il dibattito tra gli esperti
27 Mar 2026 08:59
Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo torna l’ora legale. Alle due del mattino le lancette dovranno essere spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle tre. Un cambiamento che segna l’inizio del periodo con giornate più lunghe e luminose, ma che come ogni anno riaccende il dibattito tra chi considera il cambio d’orario un vantaggio e chi invece teme possibili conseguenze per la salute.
L’ora legale resterà in vigore per tutta la stagione estiva e comporterà un’ora di sonno in meno nella notte del cambio. Tuttavia, durante i mesi più caldi permetterà di sfruttare meglio la luce naturale nelle ore serali.
Più luce e vita all’aperto: i benefici per bambini e famiglie
Secondo il pediatra Italo Farnetani, il ritorno dell’ora legale rappresenta un’opportunità soprattutto per i più giovani. L’allungamento delle ore di luce nel pomeriggio favorisce infatti le attività all’aria aperta, con effetti positivi sulla salute e sulla socializzazione.
Il medico sottolinea come, dopo lo studio pomeridiano, i ragazzi possano trascorrere più tempo fuori casa, dedicandosi allo sport o ai giochi di gruppo. La luce naturale e le temperature più miti consentono di uscire, muoversi e incontrare amici, contrastando la sedentarietà e l’uso eccessivo di dispositivi digitali.
Anche per le famiglie il cambio d’orario può trasformarsi in un’occasione per ritagliarsi momenti di svago all’aperto dopo la giornata di lavoro, riducendo il tempo trascorso al chiuso davanti a telefoni, computer o televisori.
Le ore migliori per studiare secondo i ritmi biologici
Dal punto di vista dei ritmi cronobiologici, il pomeriggio è considerato uno dei momenti più favorevoli per lo studio. Secondo Farnetani, tra le 15 e le 18 prevale la memoria a lungo termine, che permette di assimilare meglio le informazioni apprese a scuola.
Con l’ora legale, una volta terminati i compiti, gli studenti possono ancora trovare luce e temperature gradevoli per uscire all’aperto. Questo contribuisce non solo al benessere fisico ma anche alla socializzazione, un elemento importante per la crescita dei più giovani.
Il pediatra evidenzia inoltre che trascorrere più tempo fuori casa può ridurre la permanenza in ambienti chiusi, dove virus e infezioni si diffondono più facilmente.
I possibili effetti sull’organismo e sul sonno
Non tutti gli esperti però condividono un giudizio positivo sul cambio d’orario. Alcuni specialisti mettono in guardia sugli effetti che lo spostamento delle lancette può avere sull’equilibrio dell’organismo.
La dottoressa Cristina Tomasi spiega che il corpo umano è regolato da ritmi circadiani molto precisi, sincronizzati principalmente con la luce naturale. Con il passaggio all’ora legale ci si ritrova a svegliarsi quando, secondo l’orologio biologico, sarebbe ancora il momento di dormire.
Questo fenomeno viene spesso definito “jet lag sociale” e può provocare disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e un temporaneo affaticamento nei giorni immediatamente successivi al cambio dell’ora.
Il dibattito tra benefici e rischi
Negli anni diversi studi hanno evidenziato possibili correlazioni tra il passaggio all’ora legale e un leggero aumento di infarti miocardici acuti, incidenti stradali e infortuni sul lavoro nei giorni immediatamente successivi al cambio d’orario.
Allo stesso tempo però molti esperti sottolineano i vantaggi legati al maggiore utilizzo della luce naturale e al risparmio energetico, motivo per cui da tempo si discute sulla possibilità di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno.
Il confronto tra benefici e rischi resta quindi aperto. Nel frattempo, nella notte tra il 29 e il 30 marzo gli italiani dovranno semplicemente ricordarsi di spostare avanti le lancette di un’ora, salutando l’arrivo delle giornate più lunghe e luminose.
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