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Condannato a 6 anni e 4 mesi per le rapine sul lungomare a Marina di Ragusa
24 Feb 2026 12:16
È stato ritenuto colpevole in primo grado di tre rapine. Il Tribunale collegiale di Ragusa (Manenti, La Terra e Aprile) ha condannato un 22enne M.B., nato in Italia da famiglia straniera, a 6 anni e 4 mesi per rapina aggravata dall’utilizzo di un cacciavite. Il bottino, 50 euro complessivi e un telefonino. I fatti erano accaduti a Marina di Ragusa tra il 14 e 15 giugno del 2025. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il 22 enne aveva preso di mira dei ragazzini minorenni e, puntando loro contro un cacciavite, li aveva rapinati di pochi spiccioli e di un telefonino per poi allontanarsi. Scattato l’allarme, era stato riconosciuto e arrestato per strada dai carabinieri. Addosso aveva ancora le banconote del taglio riferito dai ragazzini rapinati e il cacciavite ma il telefonino non venne trovato. Rispondeva di rapina in concorso (non individuato il presunto complice) aggravata dall’utilizzo del cacciavite e dal fatto di aver agito contro dei minorenni. Il difensore, l’avvocato Enrico Platania aveva contestato, nel corso della sua arringa difensiva, la identificazione dell’imputato – che si è sempre professato innocente – anche per le modalità con cui era avvenuta; ha sostenuto che in ogni caso la fattispecie contestata andava riqualificata in fati di lieve entità escludendo la recidiva e le altre aggravanti contestate. Il Tribunale ha considerato solo l’aggravante dell’avere agito minacciando le vittime con un cacciavite e ha condannato il ragazzo a 6 anni e 4 mesi.
Il giovane a ridosso di quei fatti, era stato nuovamente arrestato. Mentre si trovava ai domiciliari per le rapine, si era allontanato da casa (sostiene per un equivoco sul permesso di uscire). Raggiunto un gruppo di amici a Marina di Ragusa, avrebbe aggredito un ragazzo, sul lungomare, prima verbalmente e poi fisicamente sferrandogli un calcio al volto. Accusato di evasione e lesioni, la misura dei domiciliari era stata aggravata e per lui si erano aperte le porte del carcere dove si trova rinchiuso da luglio dello scorso anno. La vittima della aggressione aveva poi ritirato la querela.
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