Scoppia il caso “Passi carrabili di fatto” a Modica: dagli esposti di Ruta alle mozioni in Consiglio

Si allarga il dibattito politico e amministrativo sugli avvisi di accertamento relativi ai cosiddetti “passi carrabili di fatto” a Modica. Dopo le prime prese di posizione pubbliche, nelle ultime ore si sono susseguiti interventi da parte di esponenti politici di opposizione e di maggioranza, con richieste che vanno dalla sospensione degli atti alla modifica del regolamento comunale.

L’intervento di Antonio Ruta

Ad accendere il confronto è stato il comunicato firmato da Antonio Ruta per il Comitato “L’Alternativa Socialista Modica”, che ha parlato di criteri opachi negli accertamenti e chiesto la sospensione in autotutela degli avvisi notificati ai cittadini. Nel mirino le richieste di pagamento per presunti accessi carrabili non formalmente autorizzati, che – secondo quanto segnalato – avrebbero generato dubbi e malcontento diffuso.

A partire da quel comunicato, è stato ricostruito il quadro normativo: dal primo gennaio 2021 il Comune applica il Canone Patrimoniale Unico, che ha sostituito il Cosap. Il regolamento è stato approvato con delibera del Consiglio comunale n. 38 del 2021. Le tariffe per le occupazioni permanenti sono fissate in 50 euro al metro per la prima categoria, 40 per la seconda e 25 per la terza. I passi carrabili rientrano in prima categoria con coefficiente 1,00: un accesso largo tre metri comporta quindi un canone annuo di 150 euro.

La mozione di Spadaro e Nigro

Successivamente sono intervenuti i consiglieri comunali Giovanni Spadaro (Pd) e Paolo Nigro (Siamo Modica), che hanno presentato una mozione urgente chiedendo la sospensione delle richieste di pagamento inviate dalla società incaricata della riscossione, in relazione a presunti passi carrabili non autorizzati e privi – a loro dire – di formale accertamento.

Nelle premesse della mozione i consiglieri evidenziano che numerosi cittadini avrebbero ricevuto richieste pur non avendo mai presentato istanza di autorizzazione e, in diversi casi, senza che siano presenti opere visibili come scivoli, ribassamenti del marciapiede o modifiche strutturali tali da configurare un’occupazione di suolo pubblico. Viene inoltre sottolineata l’assenza, in molte posizioni, di verbali di accertamento redatti dalla Polizia Locale o da personale tecnico comunale incaricato.

Secondo Spadaro e Nigro, il canone presuppone un’effettiva occupazione o sottrazione all’uso pubblico di una porzione di suolo; in mancanza di opere o accertamenti formali, non potrebbe configurarsi automaticamente un passo carrabile soggetto a pagamento. Da qui l’impegno richiesto al Sindaco e alla Giunta: sospensione immediata delle richieste, verifica puntuale delle singole posizioni, eventuale annullamento in autotutela degli atti viziati e istituzione di un tavolo tecnico permanente con uffici comunali, società di riscossione e rappresentanti del Consiglio per affrontare anche le altre criticità in materia tributaria (Tari, Imu, Cosap, acqua).

La risposta della maggioranza: modificare il regolamento

In queste ore è arrivata anche la presa di posizione dei consiglieri di maggioranza che sostengono il sindaco Maria Monisteri. I consiglieri di Forza Italia e Prendiamoci Cura – Leandro Giurdanella, Neva Guccione, Cristina Cecere, Fabio Borrometi, Corrado Roccasalvo e Daniela Spadaro – hanno annunciato la presentazione di una mozione per avviare una modifica del regolamento sul canone patrimoniale relativo ai passi carrabili e all’occupazione del suolo pubblico.

Secondo i firmatari, il canone è previsto dalla legge e dal regolamento vigente e quindi deve essere applicato. Tuttavia, proprio perché si tratta di regole, spetta alla politica verificare se siano oggi adeguate alla realtà della comunità. La proposta della maggioranza va quindi nella direzione di rivedere il regolamento comunale, valutando correttivi, agevolazioni o esenzioni nel rispetto della normativa, con l’obiettivo di garantire maggiore equità e chiarezza.

Il confronto si sposta in Consiglio comunale, dove si capirà quale sarà l’indirizzo definitivo dell’amministrazione e se si procederà a una sospensione temporanea degli avvisi o a una modifica strutturale del regolamento. Intanto, tra i cittadini interessati, restano dubbi e attese di chiarimento.

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