Cimitero di Modica, colombari chiusi da anni: nuove proposte del Comitato AS al sindaco

Non trova soluzione, ed è ormai una vicenda che si trascina da anni, la questione dei colombari pericolanti al Cimitero comunale di Modica. Da allora, tra sopralluoghi, annunci e dichiarazioni politiche, una soluzione definitiva non è ancora arrivata.

Nelle ultime ore è intervenuto anche il Comitato Alternativa Socialista rappresentato da Antonio Ruta con una nota indirizzata al sindaco e agli organi di stampa. Nel documento si sottolinea come, nonostante i numerosi appelli di cittadini e associazioni e i proclami di amministratori e politici, “nei fatti non si sia prodotto alcun risultato concreto”. Secondo il Comitato, il Comune sembrerebbe defilarsi, anche alla luce della situazione di dissesto finanziario dell’ente, ma – si legge – non sarebbe più il tempo di attendere.

Il Comitato avanza ora una proposta articolata su due pilastri. Il primo riguarda la revoca, ai sensi del DPR 285/1990, delle concessioni cimiteriali rilasciate in passato ad enti o associazioni oggi sciolte e quindi prive di un referente giuridico. Il secondo punto prevede l’istituzione di un Ente Morale che, per statuto, possa occuparsi di intercettare e utilizzare risorse destinate alla demolizione e ricostruzione dei vecchi colombari, garantire una degna sistemazione alle salme attualmente collocate nelle strutture degradate, assicurare una sepoltura dignitosa anche a chi non dispone di adeguate capacità economiche e occuparsi della manutenzione del Cimitero Monumentale, inserito nel sito UNESCO delle città tardo-barocche del Val di Noto.

“Avere cura dei propri defunti è un dovere etico. Agire secondo equità sociale anche dopo la morte è un’opzione necessaria. Rispettare il nostro passato è una scommessa per il futuro”, conclude la nota.

La vicenda dei colombari resta dunque uno dei nodi più delicati per la città, tra esigenze di sicurezza, rispetto della memoria e difficoltà economiche. La comunità attende ora risposte concrete e un percorso chiaro che possa restituire piena dignità a un luogo simbolo della memoria collettiva modicana.

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