Educazione fisica in cortile: studenti senza palestra. Accade a Jungi

Educazione fisica in cortile, se non piove!. E’ una situazione al limite della sostenibilità con gli alunni costretti a svolgere le attività pratiche all’esterno mantenendo le attività teoriche in classe. A segnalare il disagio per gli alunni della scuola media inferiore sono genitori ed alunni. “Chiediamo chiarezza e trasparenza sulle ragioni che hanno portato alla scelta di inibire l’accesso agli alunni, ma anche alle società sportive che l’hanno sempre sfruttata negli orari pomeridiani, dell’impianto sportivo, da settembre ad oggi – sottolineano il segretario del PD Marco Causarano e la consigliera comunale Caterina Riccotti – ci chiediamo cosa sia stato fatto nei cinque mesi di chiusura da settembre ad oggi e, perché, non si è riusciti a trovare una soluzione alternativa come ad esempio l’utilizzo dell’impianto Geotedico di Jungi o la palestra del vicino Liceo. Possibile che non vi siano soluzioni temporanee? C’è una scarsa attenzione da parte dell’amministrazione Marino all’impiantistica sportiva della città”.

“Abbiamo eseguito tutti i lavori richiesti dal dirigente scolastico e che rientravano nel budget di spesa che le casse comunali avevano – commenta l’assessore alle manutenzioni Enzo Giannone – seppure siano stati effettuati dei lavori tampone siamo consci che ci vuole un intervento più consistente che richiede una spesa di 80mila euro. Somma che permetterebbe di rifare la pavimentazione, gli infissi ed altri interventi nel complesso scolastico. Al primo bando che la Regione pubblicherà non parteciperemo per andare a garantire i lavori di cui necessita la palestra. Comprendiamo i disagi degli studenti”.

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