Autovelox a Comiso: è polemica sui social ma il Comune chiarisce modalità e distanze

Non si placano le discussioni sui social riguardo al posizionamento degli autovelox mobili nel territorio di Comiso. Diversi automobilisti, in particolare pendolari che percorrono quotidianamente le arterie extraurbane, hanno sollevato dubbi sulla visibilità dei dispositivi e sulla corretta segnalazione preventiva.

«Tutti i giorni vado a Chiaramonte a lavorare ed è assolutamente vero che non sempre è segnalato bene e non è vero che il cartello si trovi a 150 metri», scrive un utente, lamentando che talvolta la segnaletica sarebbe presente solo in un senso di marcia, mentre il controllo avverrebbe nell’altro. Altri cittadini parlano di apparecchi “nascosti” dietro cespugli o muretti, con la pattuglia posizionata più avanti. «Anche noi andiamo a guadagnare la pagnotta», si legge in uno dei commenti, a sottolineare il disagio vissuto da chi teme sanzioni ritenute poco chiare.

Alle critiche ha risposto ufficialmente il Comune di Comiso, diffondendo una comunicazione per chiarire alcuni aspetti tecnici e normativi.

L’amministrazione precisa che: il cartello di segnalazione dell’autovelox mobile, nelle strade extraurbane, è posizionato per legge a 150 metri di distanza dall’apparecchio; la segnaletica viene collocata sul lato della corsia di marcia effettivamente controllata, ossia quella sulla quale l’autovelox è orientato per la rilevazione delle targhe; le affermazioni secondo cui il dispositivo non sarebbe visibile dal lato opposto vengono definite «inesatte e faziose»; nei pressi degli autovelox mobili è sempre presente una pattuglia, proprio per rendere evidente il controllo a distanza.

Il Comune ribadisce dunque che le modalità operative della Polizia Locale rispettano pienamente il Codice della Strada e invita i cittadini a informarsi correttamente prima di diffondere notizie ritenute non veritiere.

Resta però il malcontento di alcuni automobilisti, che chiedono maggiore chiarezza e visibilità dei controlli, soprattutto lungo le strade percorse quotidianamente per motivi di lavoro. Il dibattito, alimentato dai social, riporta al centro un tema sempre delicato: il difficile equilibrio tra sicurezza stradale e percezione di equità nei controlli.

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