Abbandono di Vittorio Fortunato, la difesa della madre naturale: “Capacità di intendere e volere temporaneamente scemata”

Un controesame severo al consulente della difesa, nel corso del processo alla madre naturale del piccolo Vittorio Fortunato, il bambino che venne partorito in casa dalla donna e consegnato al padre naturale che ne simulò abbandono e ritrovamento il 4 novembre del 2020. Il padre naturale, deceduto nel 2024 per cause naturali, era stato condannato per quella vicenda per abbandono di minore, stesso reato per il quale è a processo ora la donna.

Oggi è stato sentito lo psichiatra incaricato dalla difesa (rappresentata dall’avvocato Angelo Iemmolo) di relazionare sulle condizioni della donna, e se nel momento in cui la stessa consegnò il bambino al padre naturale era in grado di intendere e volere. Nella sua relazione, lo psichiatra ha concluso che la donna, che secondo la sua analisi soffriva già di un quadro depressivo, sarebbe stata in preda ad un disturbo psicotico breve con una capacità, al momento del fatto, fortemente scemata ma non esclusa. Il medico visitò la donna dopo oltre un anno dai fatti, quando la stessa era già seguita e in trattamento da due professionisti.

Nel contro esame, la parte civile, la tutrice del piccolo rappresentata dall’avvocato Emilio Cintolo, ha incalzato il consulente sui tempi di reazione, chiedendo di conoscere i tempi di attivazione e le cause del disturbo psicotico e se le stesse potevano essere state originate nell’immediatezza del parto. oltre a questo ha richiesto anche se avesse esaminato pure altri atti processuali comprese le intercettazioni che riportano i dialoghi tra la donna e il padre naturale del piccolo. Lo psichiatra, che ha detto di non avere valutato i dialoghi, ha parlato della durata del disturbo, che generalmente può durare da qualche giorno a circa un mese. Ha concluso poi la difesa alla quale il consulente ha  ribadito che la psicosi è reattiva ad una situazione ansiogena ed il parto poteva essere una condizione compatibile ad una psicosi breve. Su richiesta delle parti, il processo si è aggiornato al 16 febbraio per eventuali produzioni documentali.        

La vicenda dell’adottabilità   

Il piccolo Vittorio Fortunato è ancora al centro di una complessa vicenda per quanto concerne l’adottabilità. A ottobre del 2025, il Tribunale per i Minorenni (valutate le relazioni disposte per verificare la eventuale capacità genitoriale della madre naturale, il contesto familiare dei genitori preaffidatari in cui il piccolo vive, in sostanza, da quando è nato) ha emesso una sentenza dichiarando adottabile il piccolo, disponendo la revoca di ogni provvedimento in precedenza adottato (ma mai attuato compiutamente) che aveva come scopo l’attuazione di un percorso protetto di riavvicinamento della madre naturale al bambino in vista di un eventuale riaffidamento. La sentenza è stata appellata dalla madre naturale attraverso l’avvocato Iemmolo. L’udienza è stata fissata a marzo 2026

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