L’on. Abbate sotto inchiesta anche per i buoni libro a Modica. A febbraio scorso le consigliere “vicine” accusavano la nuova Giunta

MODICA – Chissà se sia stato un esposto da parte di alcune famiglie modicane che hanno atteso invano il contributo promesso per i buoni libro o se l’attenzione della Procura della Repubblica sia nata dall’interrogazione che tre consigliere “abbatiane”, a metà del febbraio dello scorso anno, avanzarono proprio per far luce sulle mancate erogazioni dei buoni libro, nel tentativo di mettere in cattiva luce la nuova Amministrazione comunale, dopo la rottura politica della maggioranza. Oppure se a destare l’attenzione su quello che sembra essere il tipico caso della “goccia che fa traboccare il vaso”, siano stati i numerosi interventi del PD modicano nel corso dei vari mesi. Ma sta di fatto che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa ha avviato un’indagine che torna a riguardare il Comune di Modica. 

Dopo l’inchiesta sugli indennizzi per i danni causati dalla tromba d’aria che colpì Modica nel 2021, si apre un fronte investigativo che riguarda nuovamente l’on. Ignazio Abbate ma per la gestione, in qualità di sindaco, dei fondi regionali destinati ai buoni libro scolastici. Al centro dell’indagine della Procura ci sono le somme erogate dalla Regione Siciliana al Comune di Modica per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. Fondi che, secondo quanto emerso dalle verifiche operate dalla Guardia di Finanza con riscontri documentali, non sarebbero mai arrivati alle famiglie aventi diritto.

Le accuse della Procura

Oltre ad Abbate risulta indagato anche Giampiero Bella, all’epoca segretario generale del Comune, che ricopriva ad interim l’incarico di responsabile del settore finanziario. Su delega della Procura, la Guardia di Finanza ha analizzato atti amministrativi e contabili dell’ente, concentrandosi sulla gestione di risorse a destinazione vincolata. 

Dagli atti emerge inoltre che l’indagine non è recente, ma risulta formalmente avviata già nei mesi scorsi. A conclusione dell’attività ispettiva svolta dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Ragusa, con provvedimento datato 11 novembre 2025 e firmato dal Procuratore Francesco Giuseppe Puleio, è stata infatti disposta l’iscrizione nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato che riguarda l’utilizzo difforme di somme a destinazione vincolata. 

I fondi erogati per i buoni libro ma arrivati alle famiglie

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’ammontare complessivo dei fondi oggetto di accertamento sarebbe pari a 472.920 euro. Di questi, 148.647,90 euro non risulterebbero utilizzati per le finalità previste e dovrebbero essere restituiti alla Regione Siciliana, mentre ulteriori 324.232,10 euro sono ancora oggetto di ulteriore accertamento. Risorse che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero confluite nella cassa libera del Comune, rendendone possibile l’utilizzo per spese correnti di bilancio. 

Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda proprio la natura vincolata dei fondi regionali. Le somme destinate ai buoni libro, per legge, secondo il Testo unico degli enti locali, devono essere “congelate” sul piano contabile ed erogate alle famiglie entro l’anno finanziario di riferimento. In caso contrario, devono essere restituite alla Regione (che adesso le richiede entro il 30 giugno prossimo) e non possono essere utilizzate negli esercizi successivi. 

A confermare questo principio è una nota inviata il 21 gennaio scorso dalla Regione Siciliana al Comune di Modica, con cui viene formalmente richiesta la restituzione delle somme non utilizzate. Il dirigente del servizio 5 dell’Assessorato regionale all’Istruzione, Giuseppe Bono, spiega che la richiesta nasce dalla specifica segnalazione della Guardia di Finanza. 

Negli anni oggetto di indagine, Ignazio Abbate non era solo sindaco, ma aveva anche trattenuto per sé la delega alla Pubblica istruzione. Secondo una ricostruzione che resta al vaglio degli inquirenti, è plausibile che le somme vincolate siano state utilizzate per far fronte a spese correnti del bilancio comunale, con l’idea di reintegrarle successivamente. Un’operazione che, tuttavia, non sarebbe mai avvenuta a causa della grave crisi finanziaria dell’ente, sfociata poi nel dissesto.

Il risultato concreto è che per tre anni scolastici consecutivi – 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 – non risultano rimborsi alle famiglie modicane, nonostante il Comune avesse regolarmente incassato dalla Regione importi rispettivamente pari a 180.380,00 impegnandone 131.099,98 euro, 156.550,00 impegnandone 96.228,90 euro e 135.950,00 impegnandone 96.903,22 euro. Diversa la situazione per l’anno scolastico 2022/2023, per il quale i fondi sono stati correttamente vincolati e liquidati lo scorso anno. 

I rimborsi per i buoni libro relativi all’anno scolastico 2022/2023 del Comune di Modica sono stati infatti regolarmente pagati alle famiglie beneficiarie tramite mandati emessi il 19 marzo 2024, a seguito dell’incasso delle somme avvenuto il 26 aprile 2023. 

Proprio qualche giorno fa il Comune di Modica, con l’assessore al ramo Concetta Spadaro, ha anche comunicato di aver provveduto al pagamento dei buoni libro per l’anno scolastico 2024/2025.  

L’interrogazione paradosso

Un elemento che assume oggi un significato particolare è l’interrogazione presentata nel febbraio 2025 da tre consigliere comunali di Modica – Elena Frasca, Miriam Franzò e Rita Floridia – considerate politicamente vicine ad Abbate. L’atto era rivolto contro la nuova Amministrazione guidata dal sindaco Maria Monisteri, dopo la rottura che si era verificata poco prima tra Abbate e la Monisteri e che aveva portato alla frattura in maggioranza. L’interrogazione puntava a sollevare proprio il caso dei buoni libro arretrati e dei rimborsi per il trasporto scolastico. 

“Il Comune di Modica – avevano sottolineato le tre consigliere – non ha ancora provveduto all’erogazione completa dei contributi regionali, relativi ad annualità pregresse, destinati alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo scolastici (bonus libri scolastici) per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, in basi all’idee del nucleo familiare e, altresì, non ha effettuato i rimborsi totali o parziali delle spese di viaggio degli student pendolari delle scuole medie superiori, mediante i mezzi pubblici di linea, sempre relativi alle passate annualità.

Considerato che i suddetti contributi e rimborsi sostengono il diritto allo studio degli studenti beneficiari rappresentano un’efficace misura di sostegno economico per le famiglie, specialmente per quelle con basso reddito nel percorso educativo e formativo dei loro figli – proseguivano agguerrite le consigliere – abbiamo chiesto di conoscere i moti del mancato pagamento di parte dei suddetti contributi e del mancato rimborso totale o parziale delle spese del trasporto scolastico”. 

Un’iniziativa che, alla luce dell’indagine in corso, appare quantomeno paradossale, considerando che le annualità contestate risalgono al periodo in cui Abbate era sindaco. 

Le prospettive future

La stessa Amministrazione Monisteri ha più volte chiarito di aver provveduto al pagamento dei buoni libro per gli anni di propria competenza e di aver trovato una situazione compromessa per le annualità precedenti, con fondi incassati ma non vincolati. L’attuale Amministrazione comunale ha annunciato l’impegno a ricostituire le somme mancanti, nonostante le difficoltà economiche dell’ente, ribadendo la volontà di garantire il diritto allo studio e di riportare trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.

Gli aspetti politici

Sul piano giudiziario, l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Dunque al momento c’è naturalmente la presunzione d’innocenza. Resta però un dato politico e amministrativo difficilmente contestabile: per tre anni centinaia di famiglie modicane hanno anticipato di tasca propria il costo dei libri scolastici, senza ricevere contributi che la Regione aveva già stanziato e trasferito al Comune. Un vuoto che oggi pesa non poco e che ora è anche oggetto di accertamento penale.

Le denunce del passato e il ruolo del Partito Democratico di Modica

La questione dei buoni libro non emerge improvvisamente con l’attuale indagine giudiziaria. Al contrario, per anni è stata oggetto di segnalazioni politiche, interrogazioni consiliari e prese di posizione pubbliche, soprattutto da parte del Partito Democratico di Modica, che già dal 2023 aveva acceso i riflettori sul mancato pagamento dei contributi alle famiglie.

A raccogliere per primo il malcontento diffuso tra i cittadini è stato il consigliere comunale del PD Giovanni Spadaro, destinatario di numerose segnalazioni da parte di famiglie che, pur avendo diritto ai rimborsi regionali per l’acquisto dei libri di testo, non avevano mai ricevuto quanto spettante. Da qui una serie di interrogazioni rivolte all’amministrazione comunale, rimaste a lungo senza risposte puntuali.

In più occasioni Spadaro ha chiesto di conoscere i motivi del mancato pagamento dei buoni libro per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e, inizialmente, anche 2022/2023. Al centro delle interrogazioni vi era un punto preciso: la natura vincolata delle somme trasferite dalla Regione Siciliana ai Comuni. Fondi che, una volta accreditati, non possono essere utilizzati per altre tipologie di spesa e devono essere erogati ai beneficiari che ne hanno fatto richiesta.

Il consigliere dem ha più volte ribadito come il ritardo nei pagamenti non potesse essere giustificato dalle difficoltà finanziarie dell’ente, sottolineando che “i contributi per i buoni libro sono somme vincolate e, pertanto, dal momento del loro trasferimento da parte dell’Ente regionale, devono essere pagate senza possibilità alcuna di distrazione”. Un richiamo che, col senno di poi, assume un peso politico e amministrativo rilevante.

Accanto alle interrogazioni, il PD ha portato il tema anche nel dibattito pubblico, denunciando una situazione definita “grave” e “ingiusta” per le famiglie modicane, costrette ad anticipare per anni il costo dei libri scolastici, in un contesto già segnato dal caro vita e dalle difficoltà economiche. 

Sulla stessa linea si è collocato anche l’intervento di esponenti della sinistra cittadina, come Vito D’Antona di Sinistra Italiana, che ha posto interrogativi diretti sulla destinazione delle somme e sulla mancata ricostituzione delle risorse negli anni successivi. Domande rimaste, di fatto, senza risposte ufficiali.

Al momento attuale non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte dell’on. Abbate. La redazione di Ragusaoggi.it ha chiesto alla sua segreteria politica un’eventuale replica ma attualmente non è arrivata.

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