Da oggi, 23 gennaio 2026, prende il via il trasferimento dei servizi sanitari della città di Chiaramonte Gulfi presso la nuova Casa della Comunità (CdC) Spoke di Villaggio Gulfi. La struttura rappresenta un’evoluzione dell’offerta sanitaria locale, centralizzando quasi tutti i servizi precedentemente distribuiti sul territorio. I servizi interessati dal trasferimento includono il PTE, il 118, […]
Chiamata del ‘presente’ e saluto romano: per Mario Chiavola, chiesta la condanna a 2 mesi
23 Gen 2026 12:51
Chiamata del “presente” e saluto romano. Il pubblico ministero Antonella Iovino, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 mesi di reclusione oltra alla multa di 500 euro per Mario Chiavola, presidente dell’associazione politico culturale, “Ragusa in movimento”, eletto ad aprile 2024 componente del coordinamento provinciale di Fratelli di Ragusa, a processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Ragusa, Francesca Aprile – insieme ad altri per i quali si è proceduto separatamente – per la chiamata al “presente” e il saluto romano. I fatti avvennero il 29 aprile del 2021 nel corso di una manifestazione pubblica organizzata da Casa Pound per commemorare Sergio Ramelli, studente assassinato 50 anni fa da un gruppo che venne ricondotto ad Avanguardia operaia. Nel capo di imputazione, Chiavola è finito a processo assieme ad altri, perché appunto, “durante la manifestazione pubblica del movimento politico denominato ‘Casapound Italia, organizzata per commemorare Sergio Ramelli, compivano una manifestazione esteriore propria di organizzazioni o gruppi inequivocabilmente diretti a favorire la diffusione di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale etnico, consistita nel cosiddetto ‘saluto romano’ e nella chiamata del presente” integrato con quanto previsto dall’articolo 5 della legge 645 del 1952, la cosiddetta “legge Scelba” che punisce chiunque “compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste”. L’inchiesta era partita dalla denuncia, promossa dall’articolazione provinciale dell’Anpi Ragusa – associazione nazionale dei partigiani d’Italia – il cui presidente provinciale è il senatore Gianni Battaglia, e che è parte civile nel processo. Il pubblico ministero Antonella Iovino, pur sottolineando la presenza di un gruppo sparuto (si era in pieno periodo Covid) e che la norma evidenzia invece la valenza del pericolo di diffusione, del richiamo che la manifestazione stessa possa avere, ha ravvisato invece che indipendentemente dallo sparuto gruppo di partecipanti, “la gestualità evoca più della parola”. Basta il pericolo, secondo la pm, che attraverso le ritualità messe in atto ci si possa riconnettere a elementi di rischio che la norma valuta. Di qui, la formulazione della richiesta di condanna che, concesse le attenuanti, la pubblica accusa determina in 2 mesi e 500 euro di multa. Poi è stata la volta della parte civile rappresentata dall’avvocato Mimmo Barone. Non un processo politico, ha detto Barone (“quest’anno è stata fatta una corretta commemorazione per Ramelli, vittima di violenza politica che va sempre condannata) né che riguardi orientamenti politici, ma un procedimento che evidenzia una condotta che per il ruolo pubblico dell’imputato è rilevante. Barone ha sottolineato l’attività preparatoria della manifestazione organizzata da Casa Pound, il rito della chiamata e del saluto romano, contenuto negli articoli 3 e 5 che rimandano al Partito nazionale fascista e che nella circostanza Chiavola ‘dirige’ e nel suo ruolo pubblico, il fatto ha rilevanza. Non c’è satto tempo per l’arringa del difensore. Il giudice ha rinviato al 4 marzo per l’arringa dell’avvocato Michele Savarese, difensore di Chiavola udienza al termine della quale potrebbe seguire la sentenza. Sui fatti contestati era stato sentito in aula anche lo stesso Chiavola, che aveva argomentato sostenendo: “Nessuno di noi ha un sentimento omofobo, razzista o discriminatorio. Il ‘rito del presente’ è espressione di una sorta di religiosità laica”.
© Riproduzione riservata