Quando il mare ruggisce: lo scatto di Giovanni Tumino che ferma la furia della tempesta su Portopalo

L’istante nella fotografia di Giovanni Tumino, in cui la furia del mare diventa racconto. Lo scatto è stato realizzato nel pomeriggio del 19 gennaio 2026, durante la violenta mareggiata che ha investito Portopalo di Capo Passero, ed è l’ennesima dimostrazione di come l’occhio del fotografo sappia stare sul confine sottile tra tecnica e poesia, tra controllo e abbandono.

L’immagine, intitolata emblematicamente “HARRY”, non si limita a documentare un evento meteorologico estremo: lo interpreta. Le onde, colte nel momento esatto in cui sembrano sollevarsi contro l’orizzonte, restituiscono la sensazione fisica della tempesta, quel respiro trattenuto che precede l’impatto.

Il rigore della tecnica al servizio dell’emozione

Sul piano tecnico, Tumino lavora con una Canon EOS 6D Mark II, abbinata a un Sigma DG 150–600 mm, impostato a 267 mm e f/8. Una scelta che consente di isolare il cuore dell’azione, comprimendo lo spazio e restituendo densità alle onde. Il tempo di posa rapido (1/350 sec) congela il movimento senza renderlo artificiale, mentre l’ISO a 3.200 testimonia una luce difficile, di quelle che non concedono seconde possibilità. Il crop contenuto (circa 20%) è chirurgico, funzionale alla composizione, mai invasivo. Post-produzione sobria in Photoshop: quanto basta per rispettare la verità dello scatto.

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