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Consegnate all’Ente Parco di Kamarina le aree delle Grotte di Chiafura e del colle San Matteo a Scicli. E’ l’avvio della progettazione esecutiva
19 Set 2025 10:08
Passaggio obbligato che sancisce la sinergia fra i due enti, con quello del Parco di Kamarina che potrà, ora, procedere con la progettazione esecutiva riguardante il recupero delle Grotte di Chiafura, l’agglomerato troglotido sito sulla fiancata laterale del colle San Matteo affacciato sulla cava di San Bartolomeo abitato fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Il suo recupero rientra in un finanziamento, con soldi già spendibili, di otto milioni di euro legato all’accordo per lo sviluppo e la coesione tra il Governo nazionale e la Regione Siciliana. Consegnate, dal Comune sciclitano, all’Ente Parco di Kamarina e Cava Ispica le aree di proprietà comunale. Ciò consentirà la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori di recupero delle Grotte di Chiafura, l’antico abitato rupestre di Scicli simile ai Sassi di Matera, e del Colle San Matteo.
Consegnate le aree e le chiavi della reception del parco di Chiafura e della chiesa di San Matteo.
“Il progetto riguarda le opere di riqualificazione, valorizzazione, consolidamento e sistemazione dei percorsi esterni del quartiere rupestre di Chiafura – spiega il sindaco Mario Marino – nel luglio del 2021 il nostro Comune e l’Ente Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica hanno sottoscritto un protocollo di intesa al fine di redigere di concerto un progetto finalizzato a promuovere culturalmente e turisticamente una cospicua parte del patrimonio culturale sciclitano, etnico, antropologico, storico, naturalistico, archeologico in funzione anche del costituendo Parco archeologico dei Tre Colli”.
Ma cos’è il Parco dei Tre Colli di cui si parla da anni ed al quale si guarda con la massima attenzione per un nuovo sviluppo dell’antico patrimonio della città?
“Il Parco dei Tre Colli include tre macroaree e cioè le grotte di Chiafura, il colle e la chiesa di San Matteo ed il Castello dei Tre Cantoni – spiega l’assessore Enzo Giannone – l’idea progettuale, che coinvolge la cosiddetta Collina di San Matteo, prevede la fruizione e la musealizzazione dell’intera area che, grazie ai già esistenti percorsi storici-archeologici, diventerà un vasto luogo che racconta la storia dell’insediamento cittadino. Chiafura è stata prima necropoli, poi dal Medioevo città rupestre e sito abitato fino al 1959. Oggi il sito rupestre, considerato una piccola Matera siciliana, è diventato luogo di memoria storica della comunità. Nel corso dei secoli, Chiafura mantenne la sua funzione abitativa, diventando un simbolo di vita frugale e resistenza. Ancora nel Novecento, molte famiglie povere vi risiedevano, nonostante l’assenza di servizi essenziali come l’acqua corrente o l’elettricità. Solo negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, con le politiche di sfollamento delle abitazioni rupestri promosse dal governo, gli ultimi abitanti lasciarono definitivamente il sito”.
Nella collina di San Matteo insistono più chiese, alcune rupestri: quelle di San Vito, di Santa Lucia e dello Spirito Santo per finire alla grande chiesa, l’ex matrice di San Matteo. In cima al colle poi il Castellaccio ovvero la Torre Normanna. Ed infine il Castello dei Tre Cantoni il quale insiste sul punto più alto della collina, quasi su un pianoro, dove gli scavi archeologici eseguiti dall’Ente Parco di Kamarina e Cava di Ispica hanno portato alla luce il tracciato murario di antico castello risalente al periodo medievale oltre al ritrovamento di parecchi reperti già oggetto di catalogazione archeologica. Alla vigilia dell’avvio della progettazione esecutiva si spera che si possa considerare la possibilità di finanziare la pavimentazione interna della chiesa di San Matteo, l’ex matrice della città che, anni fa, è stata oggetto di recupero parziale.
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