Vittoria senza piano regolatore. La Regione invia un commissario ad acta

La politica vittoriese riparte dal nuovo Piano Urbanistico generale. Vittoria da anni, anzi da decenni, non ha un piano regolatore approvato secondo le norme.

L’ultimo strumento urbanistico del comune risale al 2017 ma non è mai entrato in vigore. Lo schema di massima del piano redatto dall’ingegnere progettista Maurizio Erbicella venne approvato dall’amministrazione retta dal sindaco Giovanni Moscato. Ma quella consiliatura venne bruscamente interrotta dallo scioglimento del consiglio comunale e degli organi elettivi. Giovanni Moscato interruppe il suo mandato dal sindaco dopo appena due anni.

Dopo un lunghissimo e controverso commissariamento (durato addirittura tre anni e mezzo a causa del concomitante periodo Covid che bloccò l’indizione delle elezioni), nell’ottobre 2021 si è insediata la nuova amministrazione retta dal nuovo sindaco Francesco Aiello. Uno dei primi atti del nuovo sindaco fu la revoca dello schema di massima del Prg voluto dalla giunta Moscato che secondo il sindaco e sovradimensionato. Da allora, in quasi quattro anni di mandato, la programmazione urbanistica è stata accantonata. Solo negli ultimi mesi è stato indicato il progettista che dovrebbe essere ancora Maurizio Erbicella e il Rup, l’architetto Rosario Cultrone. La revoca del Piano regolatore era una volontà precisa.

Per oggi, 12 settembre, è stata convocata un’assemblea pubblica: si discuterà di pianificazione urbanistica con ni rappresentanti degli ordini professionali, i consiglieri comunali, i cittadini. Si raccoglieranno opinioni e proposte.

Sono trascorsi quasi quattro anni dall’inizio dell’amministrazione Aiello. La revoca del piano regolatore e l’approvazione del regolamento per le zone bianche sono gli unici atti prodotti.

In piena estate dalla regione è arrivato un commissario ad acta. L’assessorato Territorio e Ambiente retto da Giusi Savarino ha nominato Massimo Aleo. Resterà in carica 12 mesi. Dovrà occuparsi del piano urbanistico, avviare un inter che per quattro anni è rimasto fermo e delle zone bianche. Sono 86 le richieste presentate dai cittadini per terreni e aree dove i vincoli sono scaduti dal 2008 e, in mancanza di uno strumento urbanistico, non possono essere rinnovati. Gran parte delle richieste presentate dai cittadini sono affidate allo studio tecnico di Angelo Dezio, l’architetto ed ex assessore che per due anni ha ricoperto l’incarico di consulente gratuito per il comune.

Le “zone bianche” sono aree dove i vincoli previsti dal Piano regolatore sono scaduti. Devono quindi essere normati e riclassificate. Ma in una città che ha uno strumento urbanistico vecchio di 40 anni tutto diventa più difficile. Il nuovo piano del 2017 in dirittura d’arrivo è stato cancellato, quello nuovo non è stato ancora avviato. La città rischia uno sviluppo urbanistico disordinato. Cosa accadrà nei prossimi mesi?

Attorno alle zone bianche si è creato anche un guazzabuglio politico. Le pratiche sono state inviate direttamente alla Regione, non sono mai arrivate in consiglio comunale come prevede la legge. Cinque zone bianche sono approdate in consiglio comunale nell’aprile scorso ma sono state bocciate. Hanno votato a favore solo tre consiglieri comunali: la capogruppo del Pd Roberta Sallemi e i consiglieri assessori Giuseppe Nicastro e Fabio Prelati. Altri si sono astenuti, altri ancora erano assenti. Filtra tra le righe il timore di votare atti complessi e con un iter non sempre lineare. Atti su cui ora sono puntati gli occhi di un commissario ad acta inviato dalla Regione.

Ma se i vincoli sono scaduti i cittadini hanno diritto ad avere una nuova classificazione dei terreni di loro proprietà. E tutto questo rischia di condizionare pesantemente anche la futura pianificazione urbanistica. Non sarà un progetto di sviluppo urbanistico chiaro e condiviso a determinare le scelte. I ritardi, i lunghi anni di attesa, la mancanza di un Prg rischiano di condizionare pesantemente il futuro urbanistico della città e di conseguenza anche la qualità della vita di coloro che la abiteranno nei prossimi decenni.

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