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Giovane operaio trovato morto in una vasca di irrigazione ad Acate: “folgorato”
28 Giu 2025 11:00
Morì a seguito della folgorazione. I segni di ingresso dalle mani, e di uscita dai piedi, della scarica elettrica sono caratteristici ed evidenti. Ieri ha deposto in aula il medico legale Giuseppe Algieri incaricato dalla Procura di Ragusa, dell’esame autoptico effettuato nel 2018 per fare luce sulla morte del 26enne di origine rumena, Marian Cosmin Baer. L’ultimo contatto con il giovane, il 14 settembre 2018, poi il titolare dell’azienda agricola presso cui lavorava, il 17 settembre chiamò i soccorsi: Marian Cosmin Baer, giaceva cadavere in una vasca di irrigazione di una azienda agricola in territorio di Acate.
Il titolare 55 enne risponde di omicidio colposo per inosservanza delle norme sulla sicurezza sul luoghi di lavoro e sfruttamento della manodopera. Un sopralluogo in azienda, a qualche giorno dal ritrovamento del cadavere – proprio in virtù della allora ipotesi di folgorazione – venne effettuato alla presenza del legale dell’imputato, l’avvocato Rizzo e per la famiglia della vittima, alla presenza degli avvocati Daniele Scrofani ed Enrico Cultrone, oltre ai tecnici dello Spresal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asp di Ragusa) e ai carabinieri della compagnia di Vittoria. Dettagliata la deposizione del medico legale. Nel raccontare il contesto che ha visto dopo avere effettuato l’autopsia, il medico ha descritto un vascone per la raccolta dell’acqua al cui ingresso, in condizioni igienico sanitarie pessime, un casotto (con una serie di impianti elettrici e cavi, uno scaldabagno arrugginito) che permetteva l’accesso alla vasca.
La scarica elettrica è penetrata nel corpo di Marian Cosmin Baer tra il secondo e il terzo dito delle mani destra e sinistra ed è uscita tra il srcondo e il terzo dito di piede destro e sinistro con una piccola lesività che ha coinvolto anche il quarto dito. Per la caratteristica delle lesioni da folgorazione, il medico ha escluso che quei segni potessero essere riconducibili ad un eventuale atto di arrampicamento del giovane sulla rete metallica che delimitava la vasca. Il dubbio era stato sollevato dal difensore del titolare dell’azienda, ma il medico ha sostenuto che le lesioni da folgorazione sono state accettate tecnicamente anche da esame istologico. Nella prossima udienza verranno sentiti i genitori del ragazzo.
Foto: repertorio
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