Un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria nella rete oncologica siciliana. L’assessorato regionale della Salute ha individuato la struttura vittoriese tra i centri specialistici per il trattamento del tumore del colon-retto, coinvolgendo in particolare l’Unità operativa complessa di Chirurgia generale, diretta dal dottor Pietro Conti. La decisione punta a inserire l’attività chirurgica […]
UN VOTO OLTRE LE LOGICHE DI CANNIBALISMO POLITICO
13 Giu 2010 19:01
L’adozione della delibera sulla gestione delle zone blu che coinvolge gli ex-Vat rappresenta una importante occasione per far ripartire il servizio, garantire dignità agli operatori e creare uno strumento lavorativo a tempo che funge anche da ammortizzatore sociale. Il testo originario – e ciò è da dire senza mezzi termini – era in parte inadeguato e in parte inopportuno. Inadeguato in quanto, fondandosi su una norma che impone ai Comuni l’acquisizione di un parere dell’authority sulla concorrenza, mai richiesto e ottenuto, tale omissione avrebbe comportato la fine dell’affidamento il 31 dicembre 2010. Inopportuno in quanto si pretendeva di affidare all’Emaia, oltre alla gestione dei parcheggi e delle aree di sosta, anche compiti e funzioni del tutto estranee, quali la gestione degli impianti pubblicitari e di punti ristoro. E inopportuno in quanto non stabiliva un uguale monte orario, nel pur limitato periodo transitorio, ai soggetti ex ausiliari del traffico; potendo così accadere che alcuni sarebbero stati chiamati per alcune ore, e altri per molti mesi. Per rimediare a ciò, abbiamo proposto emendamenti ampiamente modificativi. Lo scontro avvenuto in aula l’altra sera tra diverse fazioni, tifoserie e probabili candidati sindaci è deleterio, non ci convince e puzza di personalismi e di campagna elettorale in vista delle elezioni comunali. E’ inaccettabile mettere nel tritacarne gli ex-Vat e le questioni urgenti della Città che chiedono risposte. Noi non ci stiamo e condanniamo pubblicamente il clima pesante e a tratti di eccessiva rissosità e aggressività che si è venuto a creare negli ultimi mesi all’interno del Consiglio Comunale tra i consiglieri stessi e tra il Sindaco e alcuni consiglieri. In Consiglio è diventato sempre piu’ difficile, quasi impossibile, discutere seriamente gli argomenti e quasi normale scontrarsi spesso con pregiudizio anche su temi che meriterebbero un dibattito responsabile. Sulla questione degli ex-Vat e delle zone blu occorre urgentemente riportare la proposta deliberativa in Consiglio e adeguarla in diverse parti. Alcune modifiche emerse dal dibattito e gli emendamenti depositati migliorano nettamente la qualità dell’atto deliberativo e definiscono significativamente alcuni punti che prima apparivano sospesi e ambigui. Ci riferiamo soprattutto al necessario restringimento del numero e della tipologia di servizi che potrebbero essere gestiti dagli ex-Vat, alle modalità di reclutamento e di rotazione che deve essere disciplinato meglio per evitare eccessive discrezionalità, al carico economico e di spesa che deve essere ritoccato e adeguato a regolari contratti part-time a tempo determinato per quanto riguarda il numero delle ore settimanali e la retribuzione. Su queste rinnovate basi discutere e approvare l’atto deliberativo diventa possibile, prioritario e appare un gesto di coerente responsabilità nei confronti della comunità vittoriese tutta. Larghi settori del Consiglio hanno criticato la delibera su tre aspetti: l’affidamento all’Emaia, l’individuazione della platea dei destinatari, e le scarse risorse disponibili. Tali obiezioni sono però infondate. Quanto alla prima, già nel settembre 2009 era stata proposta un’altra strada: l’affidamento ad un’apposita società in house appositamente costituita del servizio in questione, con il trasferimento, nel corso del tempo, alla stessa, di ulteriori servizi al momento gestiti in economia dall’ente o affidati all’esterno. Una società multiservizi efficiente e retta da criteri di managerialità può essere utile alla città, può migliorare l’efficienza dei pubblici servizi e creare opportunità occupazionali importanti. L’amministrazione, dopo otto mesi passati a discutere (e nel corso dei quali avrebbe avuto tutto il tempo per dar corpo all’ipotesi di cui sopra) ha però scelto di affidare il servizio all’Emaia. Una strada che non è la migliore, essendo le funzioni che si intendono trasferire all’azienda compatibili ma ben poco coerenti con quelle per cui essa è nata. Ciò nonostante, non ci siamo opposti all’atto per una semplice ragione: a questo punto, non è più possibile, in tempi rapidi, costituire un’altra società in house. Fermo restando che non è possibile trasferire all’azienda funzioni e compiti ad essa del tutto impropri. Quanto alla seconda questione, molti hanno lamentato che, in relazione all’individuazione della platea dei destinatari, ci si fosse riferiti ai circa ottanta soggetti che hanno svolto le funzioni ausiliarie del traffico nell’ultimo triennio, e non ai circa cinquecento che hanno posto in essere le dette funzioni negli ultimi quindici anni, o, addirittura, a tutti i potenziali interessati. Premettiamo di essere in linea di principio contrari alla costituzione e creazione di precariato, in quanto nei ruoli della pubblica amministrazione si accede per concorso pubblico. Se questo principio fosse stato rispettato, non ci saremmo trovati in questa situazione. Ma è un dato di fatto che, da quindici anni, la politica ha scelto la strada opposta, reclutando (senza concorso) una grande quantità di personale e surrettiziamente mascherando come volontari rapporti palesemente inquadrabili nel lavoro subordinato. Noi stessi, e non solo noi, abbiamo posto, nel settembre scorso la questione, lamentando il permanere nella proposta originaria (ora fortunatamente corretta) di tale ambiguità. Le responsabilità di questa situazione sono di tutti, ma sicuramente non di quanti sono stati impegnati in questi progetti. Ora, la politica è chiamata a confrontarsi in modo serio e responsabile con la situazione che si è determinata, e a dire alcune parole chiare alla città e agli operatori. Intanto, la politica è chiamata a darsi immediatamente regole che, da questo momento in poi, impediscano chiamate dirette e discrezionali. In questo senso, è stata presentata al Consiglio Comunale una proposta di regole per i pubblici concorsi e gli incarichi che è stata sottoscritta da molti colleghi e che sarà esaminata martedì dall’intero Consiglio. Contemporaneamente, occorre una soluzione temporanea e transitoria per gli operatori, anche a parziale risarcimento per gli anni trascorsi a rendere un servizio alla città con una retriubuzione minima e sproporzionata e senza copertura previdenziale e assicurativa. Temporanea e transitoria. Ed infatti, la delibera stabilisce che gli operatori in questione possano essere chiamati a porre in essere le proprie mansioni fino al 31 dicembre 2011. Poi, se l’amministrazione riterrà utile la prosecuzione del servizio, sarà necessario un bando pubblico a tutti aperto, rispetto al quale, naturalmente, anche gli attuali operatori potranno concorrere, se possibile con un titolo ulteriore. E ciò non soltanto in nome di un principio etico e di giustizia sociale, ma anche in coerenza con la legge. Ma proprio la natura temporanea e transitoria della situazione rende problematica la sua estensione ad una platea di ben cinquecento soggetti. D’altra parte, le risorse disponibili sono limitatissime, dato che l’affidamento dei servizi strumentali non può essere finanziato dall’amministrazione se non con i suoi introiti, e quindi nel caso in questione, con quelli delle park-card. Peraltro, non è neppure praticabile un reclutamento di massa negli organici di polizia municipale in quanto, all’interno dell’ente, devono essere rispettate procedure di assunzione trasparenti ed aperte. Qualche consigliere (e siamo alla terza questione) ha anche criticato l’atto per la limitatezza delle risorse disponibili. Posto che, con gli emendamenti, si introduce il principio che il monte orario deve essere uguale per tutti, secondo un principio di uguaglianza che non ammette deroghe, rimane il fatto che le risorse sono limitate, per le ragioni prima dette. In ogni caso, fermo restando che chi lamenta tale inadeguatezza è tenuto ad indicare dove reperire le risorse ritenute necessarie, rimane l’impossibilità di incrementare le medesime se non in misura scarsamente rilevante. E’ allora giusto e corretto che gli operatori sappiano che il loro impiego non potrà eccedere quello risultante dal prodotto risorse disponibili/platea, e che, pertanto, lo stesso è concepibile nell’ambito di un paio di mesi, al massimo, per anno solare, per il periodo transitorio fissato, come detto, fino al 31 dicembre 2011. Sulla base di queste argomentazioni, invitiamo i Colleghi a esitare l’atto proposto, come modificato dagli emendamenti. E, in ogni caso, ad esaminare serenamente e senza alcun pregiudizio la questione.
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