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“Il mercato rischia di diventare bancomat delle agromafie” truffe milionarie a Vittoria, l’allarme dei concessionari
16 Mag 2023 09:21
Anche l’Associazione dei Concessionari dopo la notizia trapelata, della maxi truffa da 700mila euro, prende posizione allargando il fronte. Sì, perchè solo lo scorso anno, al mercato di Vittoria, le truffe per merce venduta ma non pagata ammonterebbero, secondo quanto dichiara Giuseppe Zarba, presidente dell’Acov – Associazione concessionari ortomercato Vittoria -, a circa 3 milioni di euro ed è un sistema che rischia di trasformare i mercati in un bancomat delle agromafie. E la condizione non riguarda solo il mercato di Vittoria.
PARLA IL PRESIDENTE DEI CONCESSIONARI, ZARBA
“Purtroppo- dice Zarba – questo è un fenomeno che ormai da troppo tempo affligge tutti gli operatori del mercato. Soltanto nel 2022 sono state registrate circa 3 mln di euro di frodi. È indispensabile che le istituzioni, a tutti i livelli e in sinergia con l’Associazione Concessionari, trovino delle soluzioni celeri ad un problema che rischia di trasformare i mercati agroalimentari in un bancomat per le agromafie”. Il presidente Zarba, considera un buon inizio la collocazione in una struttura interna al mercato e in comodato d’uso per 6 anni, di una sede dell’ICQRF – Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari – istituzione che come detto dipende dal Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste). Di cosa si occupa? Tra le sue competenze quella anche di verificare l’origine dei prodotti per evitare, ad esempio, che un pomodoro magari prodotto in Africa, a costi irrisori, entri nel mercato e venga commercializzato come prodotto italiano innescando processi di concorrenza sleale. “L’ICQRF all’interno del Mercato ortofrutticolo di Vittoria è un buon inizio – dice Zarba – ma serve anche l’intervento deciso dello Stato per sanzionare in maniera esemplare i responsabili di simili azioni fraudolente”, sostiene riferendosi al sistema tanto semplice quanto diabolico delle truffe su merce comprata e non pagata.
“Abbiamo cercato di mantenere il massimo riserbo sulla vicenda per consentire agli organi inquirenti di lavorare nella sacralità del silenzio investigativo – ha invece detto l’avvocato Giovanni Bongiorno, legale dell’Acov – ma un ammanco di simili dimensioni è difficile che non salti agli onori della cronaca”. Una delle truffe, non l’ultima “che puntualmente l’Associazione ha denunciato all’Autorità giudiziaria, ma il fenomeno è veramente importante. Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini – conclude il legale – da parte della Magistratura nell’auspicio che l’intervento deciso della Procura della Repubblica possa servire da deterrente per future azioni di questo tipo”.
Quale poi possa essere la soluzione, per evitare come nel caso recente, che 17 concessionari possano cadere nelle rete di truffatori senza scrupoli, è una questione di cui si dibatte da tempo. Un sistema che possa ‘allertare’ i fruitori sulla solvibilità dei compratori? Ma con quali caratteristiche? Un dato però è certo: i tre milioni di euro truffati lo scorso anno hanno coinvolto tutta la filiera agroalimentare, dalla produzione alla compravendita, alla commercializzazione. sono soldi sottratti all’economia.
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