A Scicli si rimuovono i cavi elettrici dalle facciate dei palazzi nobiliari di via Mormina Penna

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Un piano al quale si lavora da anni per riuscire a garantire gli standard architettonici e paesaggistici di quella che è un bene dell’Umanità, quale è oggi e soprattutto da 20 anni la via Francesco Mormina Penna nel centro storico di Scicli. Ripresi i lavori di rimozione dei cavi elettrici a muro che ricadono sulle facciate dei palazzi nobiliari e delle chiese di via Francesco Mormina Penna. Un intervento di bonifica inseguito da anni dopo che nel 2002 dall’Unesco la via Francesco Mormina Penna è stata dichiarata patrimonio Unesco. “E’ il cuore pulsante della storia e della vita nostra cittadina – spiega il sindaco Mario Marino – per questo, a seguito anche dei vari lavori di interramento effettuati negli ultimi anni, ci siamo attivati per accelerare l’intervento di dismissione dei vecchi cavi elettrici a muro che nulla hanno a che vedere con le linee stilistiche degli edifici situati lungo la storica strada”.

Il progetto risale a diversi anni fa, ai tempi della Soprintendente di Ragusa Rosalba Panvini promotrice del progetto finanziato allora dalla Regione per circa 300 mila euro.

Sito Unesco dal 2002, al fine di mantenere l’iscrizione nella Heritage List, si è reso necessario garantire e mantenere tutti quegli standard che l’hanno portata ad ottenere il titolo di Bene dell’Umanità. Standard che vogliono innanzitutto il rispetto dei luoghi e di quanto li compongono. La via Francesco Mormino Penna, la strada in cui sgommano le ruote della Fiat tipo del commissario Montalbano e la strada in cui insistono tre delle più belle chiese della città, San Giovanni, San Michele e Santa Teresa, alcuni anni fa è stata riqualificata con un progetto finanziato dalla Regione. Da anni è zona a transito limitato, chiusa al traffico veicolare. Nel salotto barocco della città, simile alla via Crociferi di Catania, si stanno eliminando tutti i fili della rete elettrica e della rete telefonica che oscurano la bellezza degli antichi palazzi e delle chiese che insistono in esso.

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