Un parco agrivoltaico su un’area di 324 ettari. Scatta la fase delle osservazioni

Un parco agrivoltaico per produrre energia rinnovabile in un’ottica di transizione energetica e mantenimento dei parametri di tutela del territorio. Nascerà nell’entroterra ibleo, nel triangolo Caltagirone, Chiaramonte Gulfi e Licodia Eubea su una superficie di 324 ettari. E’ la società “Siel Agrisolare S.r.l.”, con sede legale in Cesena, ad aver presentato al Ministero della transizione ecologica l’istanza per l’avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale. Pubblicato l’avviso all’albo pretorio del Comune di Chiaramonte Gulfi, e di conseguenza anche in quelli degli altri due enti locali, che dà 30 giorni di tempo a partire dal 28 febbraio 2023 per la presentazione di eventuali osservazioni.

Il progetto del parco agrivoltaico esteso su 324 ettari non avrà impatto sul mantenimento dell’uso agricolo dell’area.

Localizzato nel territorio comunale di Caltagirone, le opere connesse ricadono anche nei comuni di Licodia Eubea e Chiaramonte Gulfi. La potenza complessiva in immissione sarà pari a 195 MW. I 317.000 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino, disposti su tracker, hanno un interasse pari a 10 metri; ciò consentirà il mantenimento dell’uso agricolo del fondo. La soluzione di connessione rilasciata da Terna prevede che l’impianto venga collegato con una stazione elettrica esistente ed ubicata nel Comune di Chiaramonte Gulfi. Il collegamento tra la stazione elettrica di trasformazione, la cabina di consegna e la stazione TERNA sarà eseguito attraverso un cavidotto interrato della lunghezza di circa 13 chilometri il cui tracciato ricade sulla pubblica viabilità limitando al minimo necessario la posa su terreni privati, interessati esclusivamente per servitù.

Un progetto, quello del nuovo parco agrivoltaico, che tutela il territorio.

Garanzia massima nella tutela del territorio. Le aree di progetto non ricadono nella fascia di rispetto dei beni sottoposti a tutela e neanche all’interno di aree naturali protette. Le aree non compatibili con la produzione di energia elettrica saranno sottoposti ad interventi di riqualificazione ambientale e naturalistica. Una parte dei terreni disponibili sarà destinata ad attività agricole come oliveti, seminativi e piante aromatiche, all’apicoltura, al pascolo ed a vasti interventi di forestazione il tutto in una logica di integrazione con la componente di produzione energetica da fonte rinnovabile. L’installazione dei moduli elevati da terra e rotanti non comprometteranno la continuità delle attività di coltivazione agricola e di pastorizia, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione.

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