Nuovo sistema di digitalizzazione per veicolare il patrimonio storico culturale di Pozzallo

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Dopo la digitalizzazione delle pratiche in archivio all’ufficio tecnico, settore urbanistica, ora arriva lo studio del territorio in ambito storico-archeologico mediante idp, il provider che crea, archivia e gestisce le identità oltre che avere il compito di autenticare l’utente che vi accede. Tale lavoro verrà eseguito da una società di Comiso, la Progetti Ricerca Arcadia80, e mira a valorizzare e rendere fruibili determinate aree di interesse culturale a Pozzallo. Uno strumento che permetterà di conoscere il territorio, seppure ristretto nei suoi confini, e di conoscere la sua storia tramite i nuovi sistemi informatici.

Lo spirito del progetto è quello di valorizzare e rendere fruibili determinate aree ad interesse culturali.

“Il programma della nostra Amministrazione comunale – afferma Roberto Ammatuna – prevede una rivalutazione del patrimonio storico della città anche nell’ottica di una destagionalizzazione mirata ad incentivare il turismo culturale verso la città e conseguentemente contribuire al rilancio delle attività economiche operanti nel settore nonché ad offrire a cittadini, turisti e frequentatori dei paesi della zona l’opportunità di conoscere tale patrimonio finora poco valorizzato”. Il costo del progetto non è impegnativo, 700 euro onnicomprensivo delle diverse voci.

Questa forma di archiviazione porterà grossi benefici per il territorio facendolo conoscere in formato digitale. Un territorio seppure piccolo pur con importanti testimonianze archeologiche e storiche.

“Un territorio che vuole essere e deve essere valorizzato. Seppure chiuso in confini ristretti (Pozzallo è il più piccolo comune ibleo per superficie) ha delle interessanti testimonianze che saranno sicuramente oggetto del nuovo studio. Dalla necropoli di Bellamagna, dove si concentrano i segni della più antica presenza umana, a Cozzo Rao ed alla contrada Carpintera. La prima si trova 2 chilometri e mezzo a nordovest di Pozzallo, la seconda poco più di un chilometro a nord, la terza è a ridosso del cimitero comunale. In questi siti sono state rinvenute tombe a grotticella artificiale risalenti all’età del bronzo ed alla cultura di Castelluccio, datata tra il 2200 e il 1450 a.C. La necropoli di contrada Bellamagna è quella meglio conosciuta, mentre le informazioni sugli altri due siti sono più lacunose. Resti di età medievale, forse risalenti al XII secolo e probabilmente attribuibili a fornaci, furono rinvenuti dall’archeologo trentino Paolo Orsi nella zona tra nella zona tra Pozzallo e Santa Maria del Focallo.

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