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Omicidio stradale: 52enne condannato a 6 anni. Morì Alberto Vicari
12 Gen 2023 19:19
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E’ stato condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione con rito abbreviato il 52enne Giovanni Giardina, ritenuto colpevole dal giudice di primo grado di omicidio stradale per avere – l’11 agosto del 2020 – causato la morte di Alberto Vicari (in foto). Il giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Ragusa ha applicato anche la sanzione amministrativa della revoca della patente di guida per 15 anni. L’incidente stradale avvenne di mattina alle porte di Marina di Modica tra il suv condotto da Giardina e la moto sulla quale viaggiava Vicari, imprenditore cinquantenne nel settore della produzione del cioccolato biologico. Per lui furono inutili i soccorsi; lascio’ una compagna e una bimba piccolissima.
Il reato per il quale e’ scattata la condanna in primo grado per Giardina, e’ quello ricompreso nell’articolo 589 bis, il cosiddetto omicidio stradale, la cui pena e’ stata aumentata ai sensi del comma 2 perche’ il conducente guidava in stato di alterazione psicofisica. Tra i capi di imputazione contestati al Giardina c’era anche il rifiuto al sottoporsi agli accertamenti per rilevare l’eventuale stato di alterazione psicofisica, ma la sentenza ha assorbito tutto nel reato principale. E’ stata disposta anche una provvisionale in favore della compagna e della figlia di Vicari rinviando il risarcimento del danno al giudice civile. Sono trascorsi due anni, in attesa della sentenza, durante i quali i famigliari di Vicari hanno chiesto giustizia a piu’ riprese e pene piu’ severe da comminare a chi si mette alla guida non essendo in perfette condizioni psicofisiche – o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcool – come avvenuto per il caso a Vittoria, dei cuginetti D’Antonio , falciati da un suv condotto da Rosario Greco, in stato di alterazione.
Greco era stato condannato a 9 anni di carcere in primo e secondo grado ma la Cassazione aveva annullato con rinvio. Il processo d’Appello e’ gia’ stato ricelebrato e ha portato ad una riduzione di pena da 9 a 8 anni. I genitori di Simone e Alessio D’Antonio dal luglio del 2019 si battono perche’ vengano inasprite le pene per questa fattispecie di omicidio stradale.
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