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Franco Gabrielli sulla sicurezza: “Non si costruisce alimentando la paura, servono diritti e responsabilità”
30 Giu 2026 18:49
“La sicurezza è una cosa complessa e non si può costruire alimentando la paura”. È il punto di partenza della riflessione del prefetto Franco Gabrielli, ospite della nuova puntata di Collettiva Talk, dedicata ai temi della legalità, delle migrazioni e del delicato equilibrio tra sicurezza, diritti e ordine pubblico.
L’occasione è la presentazione del libro Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica, scritto da Gabrielli insieme al giornalista Carlo Bonini e pubblicato da Feltrinelli.
L’ex capo della Polizia invita a superare una visione semplificata del tema della sicurezza, spesso ridotto a slogan e contrapposizioni. Secondo Gabrielli, il dibattito pubblico sarebbe diventato terreno fertile per una narrazione basata sull’emergenza permanente.
«Nel mercato della paura ci sono professionisti e mercanzie di facile consumo», osserva, sottolineando come temi come immigrazione e sicurezza siano spesso utilizzati come strumenti di propaganda politica.
Una dinamica che, secondo il prefetto, rischia di allontanare l’attenzione dai problemi reali. «Dopo cinque decreti sicurezza la situazione è sostanzialmente invariata», afferma Gabrielli, evidenziando come la ricerca di risposte immediate non sempre coincida con la capacità di affrontare le cause più profonde dell’insicurezza.
Nel suo intervento spazio anche al ruolo delle forze dell’ordine e al rapporto con la società. Per Gabrielli la sicurezza non è soltanto un compito delle istituzioni, ma nasce dal rapporto tra comunità e chi è chiamato a proteggerla.
«Le forze di polizia sono semplicemente l’espressione di una comunità», ha spiegato, aggiungendo che la capacità di riconoscere i propri errori rappresenta un elemento di forza e non di debolezza.
Tra i passaggi affrontati anche quello legato al G8 di Genova del 2001, definito da Gabrielli «un disastro», una vicenda che ha segnato profondamente il Paese e che, secondo il prefetto, avrebbe dovuto produrre una riflessione più ampia sul rapporto tra istituzioni, sicurezza e democrazia.
La posizione espressa da Gabrielli è quella di una sicurezza intesa non come risposta alla paura, ma come costruzione collettiva basata su fiducia, responsabilità e rispetto dei diritti.
Un approccio che, secondo il prefetto, richiede meno slogan e più capacità di leggere la complessità di una società in continua trasformazione. foto generata con AI

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