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Strage di Licata: il motivo è nell’eredità dei terreni coltivati a carciofi. Tardino si è sparato mentre era al telefono coi carabinieri
26 Gen 2022 17:16
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Proseguono le indagini per quanto riguarda la strage di Licata, la tragedica che si è verificata stamani alle 7. Angelo Tardino, 48 anni, ha ucciso a copi di pistola, una calibro 9 legalmente detenuta, il fratello, la cognata e i due nipoti di 11 e 15 anni.
Una tragedia avvenuta a casa delle vittime, in via Riesi, centro popoloso della città. Dapprima le attività dei carabinieri sono state dirette alla ricerca del killer che, dopo essersi macchiato le mani di sangue, si è dato alla fuga. Ogni angolo della città è stato passato a setaccio dai militari alla ricerca dell’uomo che poi è stato raggiunto telefonicamente dai militari. Dopo un primo tentativo diretto a farlo costituire e che sembrava stesse andando a buon fine, l’esplosione dei colpi di pistola che, dall’altra parte del telefono, hanno fatto intendere il peggio.
L’assassino è stato ritrovato privo di sensi, in aperta strada di campagna, in contrada Safarello. Sembrava fosse deceduto sul colpo ed invece i sanitari che hanno prestato soccorso, ne hanno accertato la morte celebrale predisponendo il ricovero all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove l’uomo è morto poco dopo.
Adesso è il tempo della ricostruzione dei fatti e delle dinamiche che hanno portato alla tragedia. Dalla pista che stanno seguendo gli inquirenti, sotto la direzione della procura di Agrigento, emerge una contesa sulla spartizione di terreni adibiti alla coltivazione di carciofi. Motivi questi, che avrebbero portato la famiglia a litigare da diverso tempo. I vicini di casa hanno infatti raccontato ai carabinieri che da quella casa sono spesso uscite fuori urla di furibondi litigi tra i fratelli.
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