L’uragano Medicane: la Sicilia è al centro di un cambiamento climatico epocale

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Quante volte abbiamo sentito dire le parole “Cambiamento climatico?” Ebbene, quello che sembrava un concetto astratto, qualcosa lontano da noi anni luce, è qui. E noi, in Sicilia, siamo al centro di questo cambiamento epocale.

Perchè per la prima volta nella storia arriverà (in parte è già arrivato), un uragano che ha le medesime caratteristiche dei cicloni tropicali. L’hanno ribattezzato “Medicane”, unione fra le parole Mediterraneo e Uragano.

Le giornate peggiori saranno giovedì e venerdì, quando l’uragano si esplicherà in tutta la sua potenza, secondo quanto riportato dai metereologi. E colpirà la Sicilia orientale, ovvero Catania, Siracusa e Ragusa.

L’uragano mediterraneo soffia alla velocità di 119 chilometri orari e piogge torrenziali hanno allagato Catania trasformando le strade in fiumi.

E nell’estate appena chiusa il termometro era salito a 48,8 gradi centigradi segnando la temperatura più elevata di sempre raggiunta nell’isola superando persino il precedente record di Atene del 1977.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera da Antonio Navarra, presidente del centro Euro-mediterraneo dei cambiamenti climatici (Cmcc) e professore di meteorologia e oceanografia all’Università di Bologna, spiega: «La Sicilia mostra già segni evidenti di una realtà significativamente mutata. Studiamo con attenzione i medicane, gli uragani locali che nascono nello Ionio occidentale e anche se sono quattro volte più piccoli nel loro vortice ciclonico rispetto a quelli tropicali e con aspetti diversi, sono molto intensi e portano precipitazioni violente sulle coste dell’isola e della Calabria. Per questo abbiamo sviluppato dei modelli teorici con i quali i fenomeni sono diventati abbastanza prevedibili con buona approssimazione».

Poi, aggiunge:
«Tutta l’area è già un hot spot, una macchia calda della geografia. Ora stiamo cercando di capire se con il cambiamento climatico questi fenomeni diventeranno ancora più intensi, se cambierà il loro carattere diventando più frequenti. Non disponiamo ancora di risultati definitivi ma siamo impegnati a decifrare gli elementi più critici. Certo, la Sicilia per la sua posizione subisce già importanti effetti negativi».

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