Vittoria, casa venduta a prezzo vile. Licitra: “Ho perso una battaglia, ma non la guerra”. E annuncia lo sciopero della fame e della sete

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Ore 10 circa, Vittoria, via La Marmora. Davanti la casa della famiglia Licitra si è radunato un piccolo gruppetto di persone. C’è anche un pizzico d’ironia, giusto per sdrammatizzare il momento: un banchetto con la colazione pensato per l’ufficiale giudiziario.

Fabrizio Licitra è una persona nota a Vittoria: è il presidente dell’associazione vittime aste e prezzo vile e anche il fondatore della federazione europea per la giustizia in tutta Italia.

La sua è una storia unica, perché uniche sono le persone, ma che ha in comune tanto con molti imprenditori, professionisti, padri di famiglia e operai che in questi anni hanno visto la loro casa messa all’asta e venduta a un prezzo ridicolo, considerando la base di partenza e le stime degli immobili.

La procedura per lo sfratto della casa di via La Marmora, abitata dall’anziana madre di Licitra, è iniziata nel 2014 ma l’immobile è stato venduto nel 2018 a un signore di Gela.

“Ci siamo trascinati fino ad oggi – dichiara Licitra e poi spiega – Ho consegnato alle forze dell’ordine le chiavi, senza clamore e senza gesti teatrali, perché io so di aver perso una battaglia, oggi, ma non la guerra. Domani stesso, davanti alla Prefettura di Ragusa, inizierò lo sciopero della fame e della sete, fino a quanto il Prefetto non mi riceverà e non sarò ascoltato dal Ministro Cartabia e in commissione Ars a Palermo”.

Stamani, in via La Marmora, erano presenti i candidati a sindaco della città di Vittoria e il deputato Stefania Campo. Gli altri deputati erano assenti, ma avevano già fatto sapere a Licitra di non poter essere presenti per impegni presi precedentemente: “La deputata Campo – continua Licitra – mi ha avvisato di voler portare avanti un disegno di legge che io ho scritto in Regione. Questa battaglia non è solo per me, ma anche per tutti gli altri che hanno perso o che stanno perdendo la casa. Solo a Vittoria, infatti, ci sono circa 1700 esecuzioni immobiliari e non è possibile continuare così”.

La casa della famiglia Licitra, così come molte altre, è stata venduta ad un prezzo veramente basso. La stima del tribunale era di 176 mila euro, ma è stata acquistata a 26.700 euro. Si tratta di un immobile a due piani di 160 metri quadrati.

“Visto che a livello nazionale sembra essere impossibile riuscire a fare qualcosa di concreto, che la politica locale trovi una soluzione. I Comuni si devono attrezzare per fornire alloggi a chi perde la casa all’asta e per dare un lavoro a chi ha perso tutto. Se una persona perde la casa è come se perdesse la dignità e questo non possiamo permetterlo. La politica locale, quantomeno, dia sollievo a tutti coloro che non hanno più la casa, che spesso si accompagna alla perdita del lavoro. La famiglia deve essere accompagnata in questo difficile percorso”.

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