SE ANDASSIMO A PORTELLA DELLA GINESTRA?

Vero, diretto, indignato,  scevro da fregole celebrative l’articolo di Rosanna Bocchieri apparso oggi su questa testata giornalistica,   precisa denuncia del sistema Italia nell’affermare in apertura che ” quando in un condominio non quadrano i conti, subentra il micidiale amministratore. E’ quello che è successo all’Italia con il governo tecnico, che cerca ogni giorno di rastrellare soldi dai pensionati, dal  pubblico impiego, da piccoli imprenditori, da artigiani, favorendo, in maniera evidente finanza e banche. Le banche non pagano neanche l’Imu”.

Il primo Maggio è festa del lavoro: del lavoro riconosciuto, del diritto conquistato e sottratto alle varie forme di caporalato; è lotta  allo  sfruttamento minorile e femminile, è il   riconoscimento delle  otto ore lavorative e dell’obbligo della  “messa in regola. Purtroppo abbiamo letto una favola e stavolta non a lieto fine: il caporalato sotto varie forme controlla varie filiere , nei bar i bambini continuano a fare i garzoni e nei magazzini in un turbinio di turnover le donne “lavorano la roba” al minimo sindacale se non sotto pagate. Mi si dice che questo succede per il lavoro manuale che sfugge facilmente ai controlli: ma che dire di molte scuole private che usano  laureati  a tempo pieno garantendo come compenso solo  il punteggio o degli uffici  e dei negozi che pagano a 250/300 euro al mese?

Gli esempi sono tanti, troppi. Io non me la prendo con Monti , (a cui va dato il merito d’avere restituito dignità ed eleganza  al fare  politica); Non sposo la tesi che poiché è espressione del potere economico bancario quindi…..etc. etc. sarebbe  troppo semplice e si farebbe il gioco  di coloro che hanno permesso per leggerezza ed incompetenza  questa catastrofe che, per effetto domino, è  sovranazionale. Non si può alleggerire il fardello di colpe e gravi responsabilità  che grava sulle spalle del governo uscente.

Forse in un contesto storico dove anche i suicidi per disperazione sono diventati solo una notizia o peggio – come ha fatto notare  con molta amarezza la giornalista Bocchieri, nel suo articolo -, un dato statistico tutto sommato rassicurante  secondo il nostro Governo,  si poteva fare a  meno dei concertoni. Ho ascoltato delle interviste fatte ad una gioventù festosa raccolta da stamani a piazza S.Giovanni( tg 1 delle 13,30): “Cosa ti aspetti da questa giornata?” La risposta media è stata ” Tanta buona musica e tanto divertimento.”  Valeva proprio la pena venire dalla Sardegna, dalla Lombardia o dal profondo  Sud.

 Perché invece  non  spostare tutto  a Portella della Ginestra  oppure, se non ci andava di fare manifestazioni,  organizzare momenti diversi di solidarietà sociale

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