GLI AUGURI DEL SINDACO DI SCICLI GIOVANNI VENTICINQUE

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Non me ne vogliano le autorità e gli ospiti stamani intervenuti, visto che il festeggiato sei tu, se il primo pensiero in assoluto è rivolto a te ai tuoi splendidi 75 anni.  Auguri, per mia voce, da tutta la città di Scicli. Da giorni mi chiedo quali sarebbero potute essere le parole più adatte per questo momento: un sindaco deve saper essere – tra le tante cose – interprete del sentimento popolare; ed è stato con questo principio in mente che mi sono chiesto ripetutamente chi sia Piero Guccione per i suoi concittadini, all’alba di questo felice compleanno. Ho provato a darmi delle risposte. Per alcuni è certamente l’artista che, sino a poco tempo fa si poteva incontrare in città con una tuta da meccanico; il pittore che, grazie ai media che ne hanno tanto parlato, s’è percepito essere un grande artista, di fama internazionale.  Per altri – per gli amici più vicini a lui e affettuosamente legati, che meglio lo conoscono – è Piero e null’altro. Il punto fermo cui fare riferimento per ogni iniziativa che veda Scicli e la sua crescita culturale protagonista.  L’uomo che, con una generosità consentitemi il termine – evangelica -, non si nega a nessuno: unitamente alla sua sensibile e altrettanto appassionata compagna di vita, Sonia Alvarez, è sempre disponibile. Che si tratti di sbracciarsi per ripulire le spiagge o la città così come per promuovere campagne che sensibilizzino l’opinione pubblica verso temi sociali altrimenti trascurati. Anche a costo di tralasciare, come spesso fa, la sua amata pittura. Ma per tutti gli altri, anche per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo direttamente Piero Guccione è l’esempio fulgido di “cives”; il cittadino ideale che prima dell’arte ha messo al primo posto nella sua esistenza la rettitudine morale e civile. Qualità che raramente  oggi trovano reale significato nei comportamenti quotidiani e che restano vacue enunciazioni senza la quotidiana applicazione che lui, come pochi è capace di mettere in ogni gesto. Anche nei più piccoli insignificanti fatti. Non voglio – soprattutto, non posso – parlare della dimensione artistica di Piero Guccione. Tra poco altri lo faranno molto meglio di me. Ma permettetemi di rivendicare, orgogliosamente, una cosa che percepisco anche da profano della materia: l’opera pittorica di Piero  Guccione, oltre ad aver portato lontano e in positivo il nome di Scicli e degli iblei, è riuscito in una operazione culturale che di norma necessita un processo lungo e di numerosi anni e che è la “riconoscibilità” dei nostri luoghi. In Italia come nel mondo, il colore del mare e del cielo, i muri a secco, la campagna coi maestosi carrubi, i monumenti, con San Matteo in testa, sono divenuti, grazie alla sua arte “immaginario collettivo”.  Quasi una ri-nascita dell’identità di questi stessi luoghi, che proviene dalle sue opere e che prima, sino a qualche anno fa, non si percepiva. Termino non potendo fare a meno di sottolineare un ulteriore aspetto dell’uomo. Ultimo ma non certo per importanza. Qualsiasi cosa venga realizzata da Piero Guccione  – che si tratti di pittura come di  attività sociali, viene sempre donata al mondo con semplicità, riservatezza e umiltà.  L’umiltà che è dote  dei grandi uomini e che, come lui, non amano il clamore delle folle e il rumore delle cose urlate. Assieme a te condividiamo orgogliosamente l’amore per la nostra città e la nostra terra come un sentimento forte che, ce lo auguriamo sinceramente, caro Piero tu voglia coltivare ancora per lungo tempo. Con tutto l’affetto della tua città.

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