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Faciemu scrusciu! No fire!: flash mob anche in provincia di Ragusa contro gli incendi boschivi
05 Mag 2021 09:08
L’estate non è ancora giunta qui in Sicilia, la primavera è incerta, eppure stiamo già assistendo ai primi incendi, azioni piccole ma criminali, che bruciano via la vita dal suolo. Tra i tanti non si può non nominare lo scempio subito dalla Riserva Naturale di Vendicari qualche giorno fa: una larga parte del canneto è stata abilmente bruciata, proprio nel periodo di nidificazione di molte specie importanti (una su tutte il Pollo Sultano, specie minacciata)….e la stagione “rossa” deve ancora arrivare.
Anche in provincia di Ragusa si sono già registrati alcuni incendi, soprattutto nelle zone costiere.
Per questo motivo, molte associazioni hanno deciso di aderire ad un flash mob chiamato: “Faciemu scrusciu! No Fire!“, che si terrà venerdì 7 maggio in provincia di Ragusa dalle 18 alle 19. Tutti i partecipanti saranno vestiti di bianco con la faccia sporca di nero, data dalla fuliggine del carbone. Il flash mob si terrà in contemporanea a Ragusa, Marina di Ragusa, Chiaramonte, Modica, Monterosso, Scicli e Vittoria.
“Faciemu scrusciu”, partito come un post di denuncia e sdegno su Facebook per gli incendi dolosi sui Monti Iblei, da parte di una guida escursionista (Sherpa delle Shumare), nel giro di pochi giorni ha fatto il giro del web, riportando l’attenzione sulla gravissima questione degli incendi dolosi in Sicilia.
Una vera e propria massa di cittadini indignati dal ripetersi puntuale degli incendi che in soli 5 anni hanno mandato a fuoco quasi 112.000 ettari di bosco ed interfaccia, quasi metà della superficie della provincia di Trapani. Una devastazione senza precedenti, che accelera il processo di desertificazione già in atto nell’Isola ed aggrava gli effetti del cambiamento climatico generale. Per non parlare dei rischi per l’incolumità dei cittadini, delle ripercussioni sul campo del turismo e del danno di immagine.
“Mi sento orgoglioso di aver dato il via a tutto questo – afferma Peppe Carnemolla, da cui tutto è partito – ma il vero merito, il successo e la poderosa velocità con la quale si è intersecata una rete di intenti regionale è data dal problema sempre più crescente e criminale. E soprattutto dalla voglia di cimentarsi, tutti insieme, nel sentiero che porta alla risoluzione della problematica. Senza le istituzioni a supporto, la chiave di volta non potrà che essere quella dei movimenti di volontariato locale. Ci siamo ritrovati in tanti e ci siamo riscoperti forti e coraggiosi, per la nostra terra!”.
Il flash mob in realtà è solo l’ultimo anello di un’azione cominciata 4 anni fa con la Marcia contro gli incendi allo Zingaro e la nascita del Coordinamento Salviamo i Boschi, che ha messo insieme diverse realtà organizzate per fare pressione su istituzioni, magistratura, media e società civile. Dopo gli ennesimi incendi alla riserva dello Zingaro e al bosco della Moarda sono state messe in campo varie iniziative, tra cui una lettera aperta al Presidente Musumeci con 20 proposte operative e una raccolta di firme, sottoscritta da più di 43.000 cittadini e cittadine, per chiedere una riforma generale del settore forestale e l’istituzione di una specifica commissione d’inchiesta.
A oggi però nessuna risposta e nessun cambio di passo. La stagione estiva non è ancora cominciata e si sono già verificati i primi incendi in alcune delle zone di maggior pregio ambientale dell’isola, come la Riserva di Vendicari e le Cave degli Iblei, il tutto mentre le procedure per la pulizia dei viali parafuoco e la messa in sicurezza, che dovrebbero concludersi per legge entro il 15 giugno, non sono neanche state avviate.
Per questo Venerdì 7 maggio alle 18:00 le 100 associazioni di “Faciemu Scrusciu” si collegheranno virtualmente in un’unica grande manifestazione regionale, ciascuna nel proprio territorio, nel proprio lembo di bosco bruciato o davanti ai palazzi della politica sorda agli appelli dei cittadini, tutte unite nella richiesta di interventi immediati per trovare una soluzione concreta al problema degli incendi, superando l’ottica dell’emergenza e programmando una seria politica di contrasto di medio e lungo periodo.
QUALCHE DATO SUGLI INCENDI:
Solo nel 2019, anno migliore di altri, solo in prov. di Palermo, 1600 incendi boschivi (fonte: comandante Vigili del Fuoco)
Stagione 2020:
Superficie totale bruciata in Sicilia (1 giugno al 30 ottobre 2020) = 35.900 ettari. E’ stato un triste record (stime ricavate tramite l’EFFIS- European Forest Fire Information System).
Tra i siti bruciati: Montagna Grande, Riserve di Monte Cofano e Zingaro, Selinunte, Parco dell’Etna, Noto, Bosco di San Pietro, Bosco Scorace.
COSA NON VA
• oggi sempre più gli incendi interessano aree con vegetazione naturale o agraria non rientranti nelle tipologie di bosco e pascolo tutelate dalla legge
• le norme esistenti o non vengono applicate in modo rigoroso o non vengono applicate proprio
• Una forte riduzione del numero delle guardie del Corpo Forestale regionale (sono appena 500 in tutta l’Isola di cui 350 effettivamente sul campo) + mancato turn over del personale qualificato che guidava i lavori di prevenzione ed età troppo avanzate
• Troppe energie e risorse per lo spegnimento, piuttosto che per la prevenzione! Sono azioni che drenano decine
• le norme esistenti o non vengono applicate in modo rigoroso o non vengono applicate proprio
• Troppe energie e risorse per lo spegnimento, piuttosto che per la prevenzione. Sono azioni che drenano decine di milioni di euro, contro i mantenuti costi di interventi di selvicoltura preventivi, molto inferiori….azioni che dovrebbero aver cura del più generale spazio rurale e aumentare la resilienza delle formazioni vegetazionali.
• Assenza di Piani di Gestione per i complessi Forestali nonostante le stringenti previsioni di Legge, strumenti fondamentali per la gestione sociale e ambientale del territorio http://sif.regione.sicilia.it/ilportale/piano-forestale
• i catasti comunali delle aree percorse dal fuoco, se si è fortunati e vengono redatti accade con grande ritardo e/o in modo incompleto, mettendo più anni assieme, con procedure farraginose.
(Il catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco è uno strumento indispensabile per attuare i princìpi di tutela dei boschi e dei pascoli presenti nel territorio comunale in attuazione di quanto previsto nella citata legge 21/11/2000, n. 353, anche alla luce degli eventi incendiari di origine dolosa o quantomeno colposa, al fine di preservare le aree verdi del Paese ed evitare che gli eventi incendiari suddetti siano preordinati a disegni criminosi speculativi in campo edilizio e/o in relazione ad un diverso uso del territorio rispetto a quello presente al momento dell’incendio.
Indicano diversi vincoli:
-quindicennali: la destinazione delle zone percorsi dal fuoco non può essere modificata rispetto a quella preesistente l’incendio per min. 15 anni
-decennali: è vietata per 10 anni la realizzazione di edifici, strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive
-quinquennali: è vietato lo svolgimento di attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche per min 5 anni.
https://www.comune.griante.co.it/index.php/vivere-il-comune/dati-generali/notizie/143-catasto-delle-aree-percorse-dal-fuoco)
Naturalmente, se il comune non aggiorna il catasto non dichiara il suolo come percorso dal fuoco e non sono validi i vincoli.
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