“LE FOTO PIU’ BELLE DEI NOSTRI LETTORI”

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Per la trentaduesima uscita della rubrica “Le foto più belle dei nostri lettori” vi proponiamo lo scatto della nostra lettrice Marinella Tumino che ha immortalato un’ecclissi lunare. La Luna è metafora rispettivamente di vita, di morte e di rinascita da tempo immemorabile. I Cartaginesi la chiamavano Tanit e la rappresentavano con un’immagine femminile raffigurata tra gruppi di stelle. Nell’antichissimo Egitto aveva un doppio nome, Hator-Tefnut: nel primo caso (Luna piena) era una seducente fanciulla, nel secondo (Luna nuova) un leone. I Sumeri e i Fenici la chiamavano Ishatar, i siriani Ashtart e per i nomadi Arabi era Sin e la adoravano sul monte Sinai, da cui prende il nome.

Nella cultura della popolazione Maya la luna e il sole erano creature terrestri: una giovinetta ed un cacciatore, fra cui nacque l’amore. Il nonno della ragazza, arrabbiato, la fece uccidere e dividere in pezzi. Le libellule ne raccolsero il corpo ed il sangue, nascondendoli in 13 ceppi cavi. Dopo 13 giorni di ricerche, Sole, il giovane cacciatore trovò i ceppi. Da 12 di essi nacquero insetti e serpenti e dal tredicesimo uscì la giovinetta Luna resuscitata.

Da tempo immemorabile è risaputo quanto la Luna influisca sui cicli biologici della vita e sul nostro pianeta: maree, piante, animali, stagioni obbediscono ai misteriosi raggi del pallido astro della notte. La Luna è il simbolo dei ritmi biologici: cresce, decresce e scompare e torna sempre a rinascere. Questo continuo ritorno alle forme iniziali, questa periodicità senza fine, fanno sì che la Luna sia per eccellenza l’astro dei ritmi della Vita terrena.

Ringraziamo il contributo datoci da Marinella Tumino e vi ricordiamo che tutti voi potete inviarci le vostre foto all’indirizzo e-mail info@ragusaoggi.it

 

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