Nuove opportunità nel settore sanitario in Sicilia. L’ASP di Ragusa ha indetto un importante concorso pubblico per la copertura di 56 posti di dirigente medico, affiancato da un percorso di stabilizzazione che riguarda altri 38 lavoratori precari del comparto sanità. Un doppio intervento che punta a rafforzare l’organico e migliorare i servizi offerti ai cittadini. […]
Un grazie da copia incolla. Meritano questo i nostri medici iblei?
04 Giu 2020 15:52
Non capiamo se ci sia stata la voglia più di apparire, di esserci comunque, di dir qualcosa ad ogni costo. Ma a noi fa male, malissimo, il ringraziamento che stamani Rosa Giaquinta, presidente dell’Ordine dei Medici di Ragusa, ha deciso di diramare tramite un comunicato stampa per ringraziare i medici, e in particolare i medici iblei, impegnati nell’emergenza sanitaria. Ci fa male perché da un presidente di Ordine oramai navigato, che ha tutta l’intenzione di ringraziare i medici che per tutti noi sono stati e sono ancora degli eroi, visti i rischi a cui sono andati incontro, ci saremmo aspettati parole toccanti, sentite, pensate e se volete anche misurate, per parlare col cuore in mano e dare il giusto ringraziamento. Ed invece la presidente Giaquinta avrà avuto fretta di far sentire la sua presenza e non ha fatto altro che dedicare ai medici iblei un grazie quasi da copia incolla. Ha preso abbondantemente le parole del presidente nazionale della federazione che raggruppa i vari ordini dei medici, le ha rimescolate un po’, ci ha aggiunto qualche rituale frasetta di democristiana memoria, per farne uscire fuori un discorsetto abbastanza istituzionale e decisamente asettico.

“Condividiamo con il nostro Presidente, Filippo Anelli, l’eterna gratitudine ai medici e professionisti che hanno sacrificato la loro vita svolgendo il loro compito di assistenza ai pazienti in questa temibile epidemia – dice la Giaquinta con un’asettica freddezza nelle sue parole originali – L’OMCeO Ragusa, con doverosa riconoscenza, ringrazia tutti i medici della nostra provincia che, insieme a tutti i professionisti sanitari e ai volontari, hanno prestato la loro opera con alto senso del dovere e spirito umanitario fedele al principio della missione al servizio della salute e dei cittadini”.
Poi più avanti arriva invece il grazie da quasi totale copia incolla con un mix delle dichiarazioni del presidente della federazione Anelli come queste: “L’invito fatto alla FNOMCeO dal ministro Speranza e dal Ministro alla Difesa Lorenzo Guerini, ad essere presenti all’omaggio del Presidente della Repubblica, è un segnale di grande attenzione nei confronti di tutte le professioni sanitarie. Si riconoscono così i diritti fondamentali dei cittadini, sanciti dalla nostra Costituzione”. E dopo qualche altra piccola smanceria, ancora copia incolla, ma questa volta per ringraziare le istituzioni che contano (ma non doveva essere un ringraziamento per i medici?): “Grazie al Presidente Mattarella, al Ministro Speranza e al Ministro Guerini per aver riconosciuto anche nel volto dei medici, che hanno sacrificato la loro vita per portare a compimento il dovere di cura, di prossimità ai cittadini e di sostegno ai valori della democrazia, il volto della nostra Repubblica”.
Insomma dichiarazioni fatte praticamente tre giorni fa dal presidente nazionale e riproposte un po’ in salsa barbecue dall’Ordine dei Medici di Ragusa per farle passare come dichiarazioni fresche di giornata. Eppure per scrivere qualcosa di più sentito, per ringraziare davvero i medici iblei, di spunti non ne mancavano di certo, bastava riflettere qualche attimo in più, piuttosto che incanalarsi nella scia delle cose già scritte e dette ormai da tre giorni e che dunque, come il pesce, ormai puzzano. E se proprio si doveva per forza dir qualcosa, pur di dare un segnale pubblico, e mancava l’ispirazione, ce la si poteva far venire ascoltando le semplici parole di questa vecchia canzone di Morandi che vi proponiamo a seguire, utilizzata in queste settimane per promuovere la raccolta fondi per la Protezione Civile. E così anche l’Ordine dei Medici di Ragusa vedrà che il mondo cambierà.
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